OPINIONE Letto 1501

Acri e il paradosso del canile: quando le inaugurazioni arrivano prima delle risposte


Foto © Acri In Rete



C’è qualcosa di profondamente stonato nell’aria, ad Acri. C’è un dettaglio che sfugge, o forse si spera che sfugga. Ad Acri si inaugura un’ oasi canina nuova di zecca, ma nessuno è in grado di dire con chiarezza quali cani accoglierà, con quali criteri, con quale strategia. Una struttura che, in teoria, dovrebbe portare ordine, tutela e trasparenza per affrontare con chiarezza la presenza incontrollata di cani liberi sul territorio urbano.
Una città che, soprattutto, di sera cambia volto. Basta una passeggiata serale per rendersene conto. Le strade del centro, i quartieri periferici, le scalinate che collegano i rioni storici: ovunque, più cani che persone. Non è un’impressione, è un dato di fatto.
E non si tratta di un giudizio sugli animali che sono vittime e non colpevoli, ma sulla gestione pubblica di un problema che riguarda la sicurezza, la convivenza e la responsabilità.
La domanda che molti cittadini si fanno è semplice: come è possibile inaugurare un oasi canina senza comunicare quali cani accoglierà, come verranno gestiti gli animali già presenti sul territorio, quali risorse economiche e professionali sosterranno il servizio, come verrà garantita la sicurezza dei cittadini e il benessere degli animali.
Un taglio del nastro non risolve un fenomeno complesso.
Senza queste informazioni, il rischio è che l’oasi canina diventi un contenitore simbolico, un gesto di facciata, un modo per dire “abbiamo fatto qualcosa” senza aver realmente affrontato il problema.
Non basta un edificio nuovo per trasformare una politica inesistente in una politica efficace.
La comunità ha bisogno di risposte, non di cerimonie. Acri non è una città disattenta. E’ una comunità che osserva, che discute, che si interroga.
E che, soprattutto, non accetta più risposte vaghe o rassicurazioni generiche.
La gestione del randagismo è un tema serio, che richiede competenza, pianificazione e dialogo costante con la cittadinanza.
Perché la verità è semplice: non si può chiedere ai cittadini di convivere con un fenomeno crescente e potenzialmente pericoloso mentre le istituzioni si limitano a inaugurare strutture senza spiegare come verranno utilizzate. Il canile può essere un punto di svolta.
Oppure può diventare l’ennesimo monumento all’arte di rinviare i problemi. Dipende da ciò che verrà fatto adesso.
E soprattutto da ciò che verrà finalmente detto.

PUBBLICATO 13/04/2026  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

NOTA STAMPA  |  LETTO 328  
TIS, dalla Calabria una risposta concreta al precariato storico: il caso Acri e il lavoro del centrodestra
Il Centrodestra acrese ringrazia la Giunta regionale della Calabria, guidata dal Presidente Roberto... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1028  
Nel rispetto del lavoro docente, la dignità degli studenti e della cultura
Svolgo la professione docente da tempo immemore. Ne avverto, intatto e gravoso sulle spalle, tutto il peso: quella responsabilità etica che ogni ...
Leggi tutto

SPORT  |  LETTO 345  
Calcio. Promozione. Ecco gli obiettivi dell’Acri
Valorizzare i giovani del territorio, non effettuare spese folli, allestire una.... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 725  
Lucifero è davvero così cattivo?
Once upon a time, in a land far, away... c’era una volta, in un paese lontano lontano… Ecco, è così che iniziano le favole, o meglio iniziavano q ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 661  
Nemo profeta in patria
A un anno dalla prematura scomparsa del Maestro Salvatore Conforti, si è tenuta ad Anzio la terza edizione del Festival del Dialogo Filosofico ch ...
Leggi tutto

ADV