NOTA STAMPA Letto 317

Panchina rossa vandalizzata: quando si colpisce un simbolo, si ferisce un impegno collettivo


Foto © Acri In Rete



Non è solo una panchina. È un segno visibile, quotidiano, concreto di una promessa: non voltarsi dall’altra parte di fronte alla violenza contro le donne. Per questo l’atto vandalico che ha colpito una panchina rossa nella nostra città di Acri non può essere liquidato come una bravata o un gesto isolato. È, piuttosto, un attacco a ciò che quella panchina rappresenta: memoria, consapevolezza, prevenzione. Le panchine rosse nascono per ricordare le vittime di femminicidio e per tenere alta l’attenzione su un fenomeno che non può essere ignorato. Sono un invito a fermarsi, riflettere, riconoscere i segnali della violenza e agire. Deturpare quel simbolo significa tentare di svuotarlo di senso, delegittimarlo, renderlo invisibile. Ma soprattutto significa negare, anche solo simbolicamente, la gravità di una realtà che riguarda tutti. Dietro un atto vandalico c’è sempre una responsabilità, individuale e collettiva. Individuale, perché qualcuno ha scelto di compiere quel gesto. Collettiva, perché il contesto in cui viviamo può favorire indifferenza, superficialità o, peggio, una cultura che minimizza. Non basta indignarsi: serve una presa di posizione chiara, un rifiuto netto di ogni forma di banalizzazione della violenza. Ripristinare la panchina è necessario, ma non sufficiente. Occorre rafforzare il messaggio che porta con sé. Coinvolgere scuole, associazioni, cittadini. Trasformare un atto di distruzione in un’occasione di educazione civica. Perché i simboli hanno valore solo se sostenuti da una comunità che li riconosce e li difende. Chi ha vandalizzato quella panchina ha cercato di cancellare un segno. Sta a noi rispondere rendendolo ancora più visibile, più condiviso, più forte. Perché la prevenzione della violenza non è un’idea astratta: è una responsabilità concreta, quotidiana, che passa anche da una panchina dipinta di rosso. Foto da LaC News 24

PUBBLICATO 14/04/2026  |  © Riproduzione Riservata




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