OPINIONE Letto 2773

Alzare la gonna e abbassare le mutande


Foto © Acri In Rete



Ve la ricordate quella storiella della signora che è andata a comprare una gonna e una mutandina? Arriva alla cassa, sentito il totale chiede un pò di sconto. Il commerciante prova a fare l’illusionista rimescolando i prezzi, al punto che la signora alla fine dice: “cosi mi alzate la gonna e mi abbassate le mutande”. (Intendendo il prezzo, ovviamente!)
Ecco, ogni volta che si parla di nuovi servizi sanitari nella nostra città alla fine la spiacevole sensazione è quella di trovarsi davanti all’ennesimo un gioco di prestigio.
Grazie all’anticipazione fatta sulle pagine di questo giornale dalla direttrice sanitaria Maria Pompea Bernardi (clicca qui), abbiamo saputo che tra poco più di un mese è prevista ad Acri l'inaugurazione della nuova “Casa di Comunità”. Per chi si fosse perso la puntata (leggi qui) si tratterebbe di un presidio definito addirittura “strategico" per il territorio.
Le case di comunità, si dividono in due categorie: quelle Hub, operative h24 sette giorni su sette; e quelle Spoke con un più modesto h12. Indovinate quella che toccherà a noi? Esatto!.
Ora, secondo i dati AGENAS, aggiornati al secondo semestre 2025. su 1.715 strutture previste in Italia ne sono state realizzate appena 781. Solo 66 di queste però funzionano con tutti i servizi normati e con personale medico e infermieristico presente; appena, quindi, il 4%. Ci sono poi 219 strutture complete di servizi, ma senza la presenza medica infermieristica. Come si vede il problema non è aprire una struttura, ma riempirla di servizi, di vita vera, fatta di persone che ci lavorino con attitudine e competenza.
Naturalmente, tutti sappiamo che una “Casa di comunità” da sola non basta. Infatti, c’è chi ha pensato in grande. La dott.ssa Rosaria Succurro, già Sindaco di San Giovanni in Fiore e oggi Consigliera regionale, ha messo nero su bianco una proposta di legge per istituire “l’Ospedale di area Montana qualificato". L'intento è quello di rilanciare i presidi di San Giovanni in Fiore, Acri e Soveria Mannelli. Una iniziativa concreta, ma ancora sulla carta, che prevede: pronto soccorso h24, chirurgia con terapia intensiva post-operatoria, cardiologia con unità coronarica, laboratorio analisi sempre attivo, servizio di anestesia e rianimazione, medicina interna. Il tutto con una copertura finanziaria di 78 milioni di euro per i primi tre anni.
Per la verità basterebbe anche qualcosa di meno ambizioso, magari senza cardiologia interventistica. Sarebbero, comunque, tutte strutture in grado di rispondere davvero alle esigenze dei rispettivi territori. Addirittura, l’approvazione della legge potrebbe avere tra non molto anche una “congiunzione astrale” favorevole. A San Giovanni in Fiore sono ormai alle porte le elezioni amministrative. Coincidenze?
Tuttavia, c’è una “terza via” in campo. La proposta di legge di iniziativa popolare presentata dal comitato “La cura” formato da 4 Associazioni, tra le quali la LACA di Acri. In questa direzione associativa il ragionamento è diverso. Infatti, è prevista la nascita di una nuova ASP, sotto la quale opererebbe una “rete intelligente” di presidi montani con reparti chirurgici multidisciplinari (chirurgia, ortopedia, ginecologia). Per intenderci: operazioni di appendicite, colicisti, ernie, prostata, vescica, tunnel carpali, lipomi, vene varicose ecc.
La proposta riguarda i presidi ospedalieri di Acri, San Giovanni in Fiore, Soveria Mannelli e Serra San Bruno, Comuni di zona montana. Di fatto, la “nuova rete” potrebbe contribuire ad ottenere un duplice risparmio: sulla spesa dell’’emigrazione sanitaria, che ci costa ogni anno circa 300 milioni di euro, e sul costo sociale che tocca le famiglie costrette a spostarsi per seguire il proprio congiunto. Non solo, la rete ospedaliera montana potrebbe alleggerire non di poco la pressione sugli ospedali come quello di Cosenza.
Un'idea che ha convinto cosi tanto i territori che in due mesi sono state raccolte 20.000 firme invece delle 5.000 previste.
Comunque sia, alla fine la Casa di comunità ha un senso solo se va in porto una delle due proposte di legge. Altrimenti rischia di restare il solito contentino realizzato e finito ad Acri, solo perché i fondi del PNRR vanno comunque spesi entro il mese di giugno prossimo..
Insomma: gira che ti rigira, ancora una volta lo sconto dove sta? Sulla gonna o sulle mutande?

PUBBLICATO 28/04/2026  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 1156  
Bocciato dalla Prefettura il “sindaco sceriffo”. È più a destra della destra?
Ad Acri qualcosa non funziona nella redazione e nella gestione dei provvedimenti amministrativi e nel rispetto delle regole: per la seconda volta ...
Leggi tutto

EVENTI  |  LETTO 737  
Successo per il 1° Concorso di nazionale di poesia dedicato a Nicola Manfredi
L'associazione Antropos al centro l'umanità ringrazia tutti i partecipanti e tutti.... ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 746  
Acri si veste di colori: grande successo per la 3ª ed. del Carnevale Estivo del Kiwanis
Una città in festa, oltre 50 attività coinvolte e tantissime persone scese in strada. La terza edizione del Carnevale Estivo organizzato dal Kiwa ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 992  
Ordinanza sui minori revocata: “l’ennesimo passo falso dell’amministrazione Capalbo”
La vicenda dell’Ordinanza firmata dal Sindaco Pino Capalbo, con il divieto per i minori di 14 anni non accompagnati di circolare negli spazi pubb ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1002  
La critica che non piace
Nonostante gli anni di esperienza maturati in politica, il sindaco di Acri una cosa non l’ha imparata: accettare la critica e magari porsi qualch ...
Leggi tutto

ADV