IL CASO Letto 2075

Fondazione Padula e Premio Padula. E' giunto il momento di rendere pubblici i bilanci


Foto © Acri In Rete



Nei giorni scorsi si è tenuta la sedicesima edizione del Premio letterario Padula, organizzato dalla Fondazione Padula e dal Comune di Acri, assessorato alla cultura, patrocinato (logisticamente e finanziariamente) dallo stesso Comune (quest’anno 10 mila euro) e dalla Regione Calabria (quest’anno solo 30mila euro). Riconosciamo alla Fondazione Padula la volontà di affrontare importanti tematiche con illustri ospiti del mondo del cinema, della narrativa, del giornalismo, della chiesa, della saggistica e della cultura in genere.
Riconosciamo alla Fondazione, presieduta sin dalla sua nascita (1998) dal prof. Giuseppe Cristofaro, anche l’impegno di coinvolgere gli studenti, con la consegna di borse di studio, e le varie Associazioni del territorio. Non entriamo nel merito della gestione, a nostro avviso molto personalistica, eccentrica, con lo scarso (o nullo) coinvolgimento dei membri del Cda e del Comitato scientifico.
Il Presidente, ci risulta, si occupa di tutto; tematiche, premiati, ospiti, conduttori, sponsor, moderatori, logistica. Oggi, però, vorremmo sollevare un altro aspetto, quello dei bilanci.
In quasi 30 anni non sono dati sapere né entrate né uscite della Fondazione. Le varie Amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso del tempo non sono mai riuscite a imporre alla Fondazione di rendere pubblici i conti.
In verità qualche Amministrazione ci ha tentato per poi fare un immediato passo indietro.
Quanto costa la Fondazione ai cittadini? Quanto costano i Premi, i premiati e gli ospiti? Le casse sono floride o sono a secco? Quanto costano le varie (poche per la verità) iniziative organizzate nel corso dell’anno?
Crediamo che, dopo circa 30 anni, sia arrivato il momento di conoscere entrate e uscite. Si tratta, in gran parte, di soldi pubblici, cioè dei cittadini. Non si tratta di attacchi personali, di livore o di polemiche sterili ma di interrogativi legittimi e normali.
Siamo sicuri che prima della scadenza della consigliatura (giugno 2027) il sindaco Capalbo, la sua Maggioranza di sinistra, destra e centro ed in particolare l’assessore alla cultura, e la Fondazione illustreranno i conti nel corso di un incontro pubblico.
Ne siamo certi in quanto sia il sindaco Capalbo (che qualche anno fa voleva cacciare il Presidente) che l’assessore alla cultura e bilancio, nonché sindaco ombra, Bonacci, hanno sempre affermato di tenere a cuore la gestione della Res Pubblica.
Lo dimostrino anche in questo caso. Un aspetto, quello dei bilanci della Fondazione (che è di tutti), non più rinviabile dopo 30 anni e 16 edizioni del Premio.
Lo chiede a gran voce la Comunità (le forze di opposizione non sembrano essere interessate).
Infine l’interesse e la partecipazione al Premio; nel corso del tempo entrambe le cose hanno subito un calo. Anche per la serata finale, sempre più riservata a pochi intimi ovvero premiati e familiari, qualche Associazione, qualche Ente.
Pochi i cittadini presenti, assente il mondo culturale acrese.
Evidentemente la formula è obsoleta e non piace più. Anche su questo aspetto, a nostro avviso, occorre lavorare tanto.

PUBBLICATO 31/05/2026  |  © Riproduzione Riservata




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