EDITORIALE Letto 939

Cronaca cercasi: Sinistra Italiana processa chi racconta i fatti


Foto © Acri In Rete



C'è qualcosa di curioso nell'ultimo intervento del circolo di Sinistra Italiana Acri. Da un lato si rivendica il pluralismo dell'informazione, dall'altro si critica una testata giornalistica perché non sarebbe sufficientemente morbida nei propri confronti.
Una sorta di pluralismo condizionato: va bene tutto, purché si scriva ciò che piace.
Nel comunicato si accusa Acri In Rete di oscurantismo, di non verificare le fonti e di praticare la "provocazione mascherata da informazione".
Parole forti, che meriterebbero fatti altrettanto forti a sostegno. E invece restiamo ancora in attesa di capire quale sarebbe la notizia falsa, quale la fonte non verificata e quale la presunta manipolazione.
Perché, a voler essere precisi, nell'ultimo articolo pubblicato da Acri In Rete abbiamo semplicemente riportato un fatto politico documentato.
La fonte non era un informatore anonimo incontrato al bar né una misteriosa soffiata arrivata nella notte. Era un post pubblico del sindaco Pino Capalbo (guarda l'immagine sotto), che informava la cittadinanza di una riunione della maggioranza consiliare alla quale avevano partecipato diverse forze politiche, tra cui anche Sinistra Italiana.
Due sono le possibilità o il sindaco ha scritto una cosa non vera oppure Acri In Rete ha riportato correttamente quanto pubblicato dal sindaco.
Eppure, a leggere il comunicato di Sinistra Italiana, sembra quasi che il problema non sia ciò che è stato scritto, ma il fatto stesso che sia stato scritto.
In fondo comprendiamo il disagio.
Quando per mesi si critica una maggioranza e poi si finisce "fotografati" attorno allo stesso tavolo, è lecito porsi qualche domanda. E il giornalismo, per sua natura, vive proprio di domande.
A volte persino di quelle scomode.
Ci viene contestato di fare provocazione. Ma evidenziare una contraddizione politica non è provocazione, è cronaca.
Diversamente dovremmo limitarci a pubblicare comunicati senza mai aggiungere un'analisi, una riflessione o una considerazione.
In pratica dovremmo trasformare Acri In Rete in una fotocopiatrice digitale.
Fa sorridere, inoltre, che si parli di oscurantismo proprio mentre si tenta di stabilire quali argomenti possano essere trattati e quali no.
Una concezione dell'informazione piuttosto originale: la libertà di stampa va benissimo, purché venga esercitata sotto supervisione.
A questo punto sentiamo il dovere di tranquillizzare il circolo di Sinistra Italiana, il suo segretario – che, per una coincidenza familiare tutta acrese, è anche nipote del consigliere Angelo Giovanni Cofone – e chiunque ritenga che gli articoli debbano passare da qualche ufficio autorizzazioni prima della pubblicazione.
Non accadrà.
Acri In Rete continuerà a scrivere ciò che ritiene giornalisticamente rilevante senza chiedere il permesso a Sinistra Italiana, al segretario del circolo, al consigliere Cofone o ad altri aspiranti revisori delle bozze.
Anche perché non risulta che i giornali debbano sottoporre gli articoli all'approvazione preventiva dei soggetti coinvolti.
Se così fosse, probabilmente la storia del giornalismo mondiale si ridurrebbe a una raccolta di comunicati stampa e foto di gruppo.
Per dovere di trasparenza verso i lettori è giusto ricordare che tutti gli articoli che hanno riguardato Sinistra Italiana negli ultimi mesi sono stati scritti dal sottoscritto, Gianluca Garotto. Me ne assumo la piena responsabilità, come ho sempre fatto.
E forse è proprio questo che disturba qualcuno: la libertà di esprimere opinioni e formulare analisi senza avere padrini politici, tutori o padroni ai quali genuflettersi o dare conto.
Documentare i fatti, contrariamente a quanto sostengono alcuni esponenti di Sinistra Italiana, non significa schierarsi contro un partito politico, ma semplicemente attenersi alla realtà dei fatti con obiettività, senza lasciarsi condizionare da opinioni personali, pregiudizi o coinvolgimenti emotivi.
Le critiche non ci spaventano. Anzi, fanno parte del confronto democratico. Quello che continua a sorprenderci è l'idea che una testata giornalistica debba essere accusata di disinformazione semplicemente perché racconta fatti politicamente scomodi.
In conclusione, una proposta la facciamo noi a Sinistra Italiana: invece di sparare sul cronista, sarebbe forse più utile spiegare ai cittadini perché la presenza a una riunione di maggioranza non dovrebbe avere alcun significato politico.
Sarebbe un dibattito interessante...



PUBBLICATO 11/06/2026  |  © Riproduzione Riservata




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