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SS660 Acri - Cosenza. Un importante caso studio. Criticità, soluzioni, costi


Foto © Acri In Rete



La ss600 Acri-Cosenza, come risaputo, è un’importante infrastruttura da e per il capoluogo e la valle del Crati. E’ attraversata da un movimento franoso di tipo scivolamento e crollo in località Serra di Buda. Sul finire degli anni ’90 questo tratto fu interdetto alla circolazione per lunghi mesi. Tanti e gravi i disagi per pendolari e mezzi pesanti. Abbiamo rivolto alcune domande a Pierluigi Le Pera, laureando in ingegneria, che ha condotto uno scrupoloso studio su criticità e possibili soluzioni.
Il suo studio si sofferma su un tratto della ss660 Acri-Cosenza. Perché? Prima di entrare nel merito delle risposte, ci tengo a ringraziare sentitamente sia l'Amministrazione Comunale per aver voluto patrocinare il progetto, sia Anas S.p.A.- Struttura Territoriale Calabria, per aver accolto il progetto e per avermi supportato durante le attività di rilievo in campo. La SS660 rappresenta l'arteria vitale di collegamento tra Acri, i Comuni limitrofi e il Capoluogo. Il tratto specifico compreso tra il Km 16+400 e il 17+100 richiede un'attenzione prioritaria per garantire la continuità viaria e scongiurare il rischio di isolamento del territorio, tutelando il tessuto socioeconomico. Questo vale soprattutto per l'aspetto turistico, essendo la SS660 il sesto tratto più lungo dell'intera "Ciclovia dei Parchi" (da Reggio Calabria fino al Pollino). Questo segmento è stato analizzato come "caso studio" in quanto rappresenta, a mio avviso, il punto più critico, ma il modello metodologico sviluppato può e deve essere esteso all'intera infrastruttura.
1. Quali le criticità più pericolose ed evidenti? La criticità assoluta è la presenza di un cinematismo franoso, classificato ufficialmente con Rischio Idrogeologico Elevato (PAI R3). Il tracciato attuale insiste su una coltre detritica instabile, rendendo l'infrastruttura strutturalmente vulnerabile, inoltre la mancanza di opere di regimazione idrauliche è un altro punto a sfavore.
2. Quale, secondo lei, le soluzioni più appropriate? La soluzione tecnicamente più rigorosa e sicura prevede la traslazione dell'asse stradale, allontanandosi dal corpo di frana per ancorare l'infrastruttura agli strati geologici più stabili. L'intervento cardine si basa sulla realizzazione di opere di sostegno strutturate su paratie profonde e tiranti di ancoraggio attivi, evitando categoricamente di aggiungere ulteriori carichi sulla massa in frana. L'adeguamento non è solo strutturale ma anche viabilistico: è prevista una pavimentazione completamente di nuova concezione e l'ampliamento della sezione stradale, portandola a dimensioni ben superiori sia agli standard base di normativa, sia all'attuale geometria ormai degradata e fuori norma.
3. Quali sono stati i supporti scientifici per il suo studio? Lo studio si fonda su una rigorosa progettazione parametrica e sulla modellazione in ambiente BIM (Building Information Modeling), un sistema innovativo introdotto come obbligatorio dai nuovi decreti per gli appalti pubblici. Il punto di partenza scientifico è stato l'accurato rilievo dello stato di fatto condotto con la metodologia "Scan to BIM" tramite l'utilizzo di droni: ciò ha permesso di acquisire una nuvola di punti (milioni di punti) ad altissima precisione, che è divenuta la base geometrica e informativa per l'intera progettazione. Infine, le scelte geotecniche e strutturali rispondono pienamente alle prescrizioni delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018), puntando a limitare l'impatto ambientale nel rigoroso rispetto dei CAM (Criteri Ambientali Minimi).
4. Quali i costi e i tempi di realizzazione degli interventi? Nel Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica da me redatto, l'investimento complessivo stimato da Quadro Economico è di circa 4,9 milioni di euro, di cui circa 3,7 milioni destinati ai lavori a base d'asta. Il cronoprogramma prevede una durata dei cantieri di 245 giorni naturali e consecutivi. Fisiologicamente, con il passaggio a un Progetto Esecutivo, potrebbe esserci un leggero adeguamento in rialzo di tempi e costi. A livello cantieristico, i lavori sono stati progettati per essere eseguiti con la chiusura totale del tratto stradale; tuttavia, per garantire il "principio di non-isolamento" della comunità durante tutte le fasi costruttive, è stata prevista una viabilità alternativa con accesso al paese garantito tramite la galleria Salice.


"Nota: Le immagini fornite sono a mero scopo illustrativo. È riservato il copyright sui loghi, sugli elaborati grafici e sull'intera presentazione del progetto. È severamente vietata la riproduzione, diffusione o estrapolazione non autorizzata dei contenuti. Ogni violazione dei diritti d'autore sarà tutelata nelle sedi competenti a norma di legge."

PUBBLICATO 24/06/2026  |  © Riproduzione Riservata




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