OPINIONE Letto 1143

Il senso della democrazia


Foto © Acri In Rete



Caro sig. Cofone, confesso che le ultime vicende politiche paesane mi hanno un po’ confuso, lei potrà aiutarmi a far chiarezza.
Mi permetto di scriverle perché è lei l’uomo del giorno ad Acri e converrà che c’è, innanzitutto, da riflettere se la sua vicenda le porterà vera gloria o se, anzi, sarà solo vacua e vana perché non è solo lei a pagarne le conseguenze, qualunque esse saranno, ma tutti noi cittadini che amiamo il nostro paese.
L’incipit da cui muove il pensiero è: quale modello di politica è più utile per il mio paese, l’opposizione che diventa governo o il governo che non ha opposizione?
A leggere le dichiarazioni dei vertici del suo partito e del sindaco gongolante, in ordine al suo parto travagliato in giunta, mi sembra di essere ritornato indietro nel tempo, nel linguaggio politichese della prima Repubblica, quando imperava la “convergenze di due linee parallele”, che altro non erano che alchimie politiche, funzionali a giustificare alleanze “programmatiche” o altre amenità simili, che ammorbavano la coscienza civica ma di fatto era solo una spartizione della torta in parti mai uguali ma sempre simili, ergo: do ut des.
Le chiedo, allora, se, a suo parere, Palazzo Gencarelli è da intendere come palazzo Chigi?
Sembrerebbe proprio di sì, tanto che nella riunione che ha benedetto l’attraversamento del Rubicone Acritano del suo partito, è stato affermato che c’è una ragion di Stato che fuga ogni dubbio perché anche ad Acri si DEVE porre il tema della Palestina, del salario minimo e della sanità e, le confesso, che, anche questa volta, sono tornato indietro nel tempo, ero in un vecchio film di Verdone “Un sacco bello”, quando Enzo si chiede “n’che senso?”
Dissentire dagli alti temi posti è impossibile ma posso chiederle se sono veramente sentiti prioritari dal cittadino acrese in luogo, invece, che ne so, dell’acqua che manca o della crisi del commercio, piuttosto che del decoro urbano, della sicurezza della tenuta delle strade o financo del randagismo?
Capisce il senso?
Lei obietterà che sono io a non capirlo, è la “progettualità del campo largo”, siamo in politica, Acri è un laboratorio in linea con quanto si sta costruendo in ogni altro luogo d’Italia, bisogna combattere la deriva della Destra, etc, etc.
Mi scuserà, ha ragione, io ho da ammettere la mia ignoranza politica, faccio altro nella vita ma ammetto, con altrettanta sincerità, la mia intelligenza civica, sono un cittadino attento, corso Pertini non è via del Nazareno e, a mio parere, mai potrà esserlo, noi siamo ad Acri, i Meloni sì trovano solo alla “chiazza”, sono buoni, io li mangio.
In Democrazia, è pleonastico, tutti possono cambiare idea, c’è chi era secessionista e, adesso, indossa la felpa “prima la Calabria”, c’è chi giurava che Ruby era la nipote di Mubarak e, adesso, siede alla presidenza del Senato, si può comprare la coscienza di tutti, basta fissare il prezzo e, allora, le sarà chiaro perché mi permetto di dubitare sulle ragioni assunte del suo pentimento sulla via di Capalbo.
La sua anamnesi politica remota è di forza d’opposizione, quella prossima è dí assessore di questa giunta di fine legislatura, le chiedo, allora, se non era più opportuno aspettarne la fine e concorrere, poi, con la nuova alleanza alle prossime elezioni, adducendo ragioni più plausibili nel divenire della res pubblica?
Sono solo io ad esser confuso?
L’anamnesi in medicina è un punto importante, ricostruisce l’identità di una persona, ne fissa le date e lo è anche per la nostra comunità che ha bisogno di ritrovarsi in un sentire coerente, tracciabile nel tempo, riproducibile senza incorrere nell’errore di aver difettato in chiarezza, non è ammesso riportare il falso.
Caro sig. Cofone, il medico deve fidarsi di quanto gli riporta il paziente nel segreto della visita e il paziente deve riporne altrettanta nel medico e oggi, invece, ad Acri, a me sembra che questo rapporto, politicamente, sia venuto meno, fioccano le dimissioni, nessuno si fida più di nessuno e il passato non conta più nelle ragioni del presente, a lei chiedo di fare chiarezza sulla sua cartella politica, aggiornandola, perche la confusione genera una brutta malattia, è l’allontanamento dalla politica e non ci sarà più da chiedersi “n’che senso?”, la democrazia ne perderà il suo principale: la partecipazione.

PUBBLICATO 15/07/2026  |  © Riproduzione Riservata




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