OPINIONE Letto 937

Cavie


Foto © Acri In Rete



Con il via libera della Camera alle pre-intese con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto (naturalmente a luglio, quando gli italiani sono in ferie, altrimenti si correrebbe il rischio che qualcuno se ne accorga!) l'autonomia differenziata ingrana la quinta.
Parte così quello che viene proposto come un “esperimento affascinante”, dal quale si capirà se l'uguaglianza prevista dalla Costituzione è davvero un principio o una gentile concessione.
Non è la prima volta che affronto l’argomento. I sostenitori della Riforma parlano di efficienza, responsabilizzazione, autonomia. Bellissime parole (come no!). Chi può essere contro l’efficienza? Sarebbe come essere contro l’acqua potabile o la luce del sole.
I critici, invece, usano termini meno poetici e parlano di disuguaglianze, divario territoriale, smantellamento progressivo del Servizio sanitario nazionale.
Ma, tolti gli slogan, resta sullo sfondo una domanda semplice, semplice: un cittadino calabrese avrà davvero gli stessi diritti sanitari di un cittadino lombardo o veneto?
Qui entra in scena il solito protagonista, che poi è quello che comanda, il portafoglio, ovvero la capacità di spendere.
Le Regioni più ricche potranno investire di più, quindi stipendi più alti, incentivi più generosi e più tecnologie avanzate. Insomma, ospedali più competitivi. Le regioni più “fragili” rischiano di giocare la partita con un pallone sgonfio. La Calabria, dove la Sanità fatica da anni a rialzarsi, potrebbe trovarsi, addirittura, davanti ad un problema, più serio della fuga dei pazienti che, non dimentichiamolo, costano oltre 300 milioni di euro all’anno alle casse della Regione.
C’è da chiedersi, infatti, cosa faranno medici, infermieri, specialisti. Davvero c'è da sorprendersi se sceglierenno l'ospedali che offrono condizioni migliori? Il rischio concreto è quello che, insieme ai malati, potrebbero partire anche i camici bianchi. Si realizzerebbe così più che una migrazione sanitaria un autentico esodo!
Addirittura, si potrebbe innescare una sorta di crudele “catena di Sant’Antonio”: meno servizi hai, più pazienti se ne vanno, più soldi li seguono, meno risorse restano. Meno soldi hai, meno servizi puoi offrire.
C’è poi il misterioso capitolo dei LEP, i Livelli Essenziali delle Prestazioni. Dovrebbero garantire gli stessi diritti ovunque. “Dovrebbero” appunto, perché un diritto esiste davvero solo quando può essere esercitato. Altrimenti è un privilegio, una promessa o un miraggio. Le promesse in politica hanno una straordinaria capacità di sopravvivere anche quando vengono smentite dalla realtà.
Dal Presidente della Regione Puglia Decaro arriva almeno un segnale di battaglia. L’ipotesi di ricorrere alla Corte Costituzionale. Resta da capire il comportamento dei parlamentari del centro-destra eletti al Sud e della Regione Calabria. Continueranno a seguire la rotta tracciata dell’astuto Calderoli senza battere ciglio? Perché alla fine l’autonomia differenziata sarà pure un esperimento, ma qui non siamo in un laboratorio e le cavie avranno un nome, un cognome e una tessera sanitaria.

PUBBLICATO 27/07/2026  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 526  
Verso le amministrative: ''Trasformiamo Acri in un Museo a Cielo Aperto''. Una proposta in 6 punti per i futuri candidati a Sindaco
Un festival internazionale di Street Art per riqualificare i quartieri, valorizzare le contrade e creare un nuovo itinerario turistico permanente ...
→ Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 403  
La Mucone senza guardia medica. Violato il diritto alla salute. Disagi e rischi
I cittadini di ”La Mucone” sono indignati per come sono stati abbandonati dal punto di vista sanitario, a seguito della soppressione del serviz ...
→ Leggi tutto

IL FATTO DEL GIORNO  |  LETTO 2055  
La SS660 resta una trappola. Alle prime piogge slittamenti e incidenti
Purtroppo siamo costretti a ritornare su una annosa e pericolosa questione; la sicurezza della ss660 nel tratto Acri – ponte Mucone. Nei giorni s ...
→ Leggi tutto

LETTERE ALLA REDAZIONE  |  LETTO 584  
Cavi telefonici a terra e pali pericolanti. Disservizi e pericoli
Riceviamo e pubblichiamo. Vi scrivo per segnalare lo stato di abbandono in cui versa la rete telefonica in diverse zone del territorio di Acri, u ...
→ Leggi tutto

FUORI ROTTA  |  LETTO 1047  
La città che ha smesso di amare i suoi figli
Locali chiusi, sere che finiscono alle sette, ragazzi che partono: il vuoto di Acri non è solo colpa di chi amministra.
Acri è una città pieg ...
→ Leggi tutto

ADV