OPINIONE Letto 1129

Sibari-Sila tra annunci e abbandono: mentre la SP 177 cade a pezzi


Foto © Acri In Rete



Negli ultimi giorni il dibattito politico locale è tornato ad animarsi attorno a trionfalismi e annunci ad effetto: la riattivazione dei fondi, la sigla di nuove convenzioni tra Regione Calabria e Provincia di Cosenza e lo stanziamento di oltre dieci milioni di euro per sbloccare il primo lotto della strada a grande comunicazione Sibari-Sila. Sulla carta si parla di una svolta epocale per la viabilità comprensoriale, ma la realtà quotidiana vissuta da chi percorre queste arterie ogni giorno restituisce un quadro ben diverso, segnato da degrado, disservizi e insicurezza. La parabola della Sibari-Sila è emblematicamente complessa e radicata nel tempo. Nata nell'ambito dell'Accordo di Programma del 2006 e avviata sul campo nel 2009, l'opera si è definitivamente arenata intorno al 2015 a seguito della risoluzione del contratto con l'impresa appaltatrice. Da allora, l'iter del primo lotto si è bloccato a un avanzamento parziale del 75%, trasformando i cantieri in una cattedrale nel deserto. Per oltre un decennio, viadotti privi di sbocco, gallerie isolate nel vuoto e tondini di ferro corrosi dalle intemperie hanno testimoniato lo spreco di risorse pubbliche, sollevando seri dubbi sulla reale stabilità e sull'effettiva riutilizzabilità di manufatti lasciati all'incuria per anni senza i dovuti interventi di conservazione. Mentre le istituzioni tornano a promettere il completamento di un'infrastruttura dai tempi incerti, chi si mette alla guida deve fare i conti con le condizioni drammatiche della viabilità esistente. L'esempio più lampante di tale abbandono è rappresentato dalla Strada Provinciale 177, spina dorsale dei collegamenti dell'entroterra presilano. Nel tratto che collega Acri a Santa Sofia d’Epiro, la manutenzione ordinaria è ormai un miraggio: la vegetazione incolta e l'erba ai bordi della carreggiata sono cresciute a tal punto da invadere la sede stradale, restringendo il passaggio e azzerando la visibilità nei punti più insidiosi e lungo le curve. La situazione peggiora ulteriormente proseguendo lungo la SP 177, nel tratto da Santa Sofia d’Epiro verso Cantinella, dove l'asfalto si trasforma in un vero e proprio colabrodo. La strada è costellata da un reticolo di buche e voragini profonde che costringono gli automobilisti a repentine e pericolose manovre di scarto. Il rischio quotidiano supera di gran lunga il semplice danno meccanico a pneumatici e sospensioni, arrivando a mettere a repentaglio la stessa incolumità degli utenti della strada. Il buon governo e la responsabilità politica verso un territorio non si misurano soltanto con le firme in calce ai protocolli d'intesa o con le conferenze stampa dedicate ai finanziamenti futuri. Si dimostrano nell'immediato, garantendo la sicurezza fondamentale di lavoratori, studenti e cittadini che necessitano di spostarsi ogni giorno. Prima di proiettarsi su grandi cantieri e opere colossali, la Provincia e la Regione dovrebbero assicurare gli interventi minimi di manutenzione ordinaria: tagliare la vegetazione che soffoca la carreggiata, ripristinare il manto d'asfalto e rimettere in sicurezza la viabilità che calpestiamo quotidianamente.

PUBBLICATO 04/08/2026  |  © Riproduzione Riservata




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