OPINIONE Letto 926

Elezioni ad Acri: la candidatura di Cozzolino e la sfida di un civismo tutto da decifrare


Foto © Acri In Rete



Ho ascoltato con grande interesse l'intervista del Dottor Giacomo Cozzolino, con la quale si sono ufficialmente aperte le danze per le prossime elezioni amministrative del comune di Acri. Con la sua discesa in campo, Cozzolino ha rotto gli argini, dando forma visibile a quel fermento che da tempo si respirava nei quartieri e tra la gente.
Come ho già avuto modo di osservare, la sequenza scelta sembra riproporre uno schema noto: prima il nome del candidato e, a seguire, la definizione del progetto. Eppure, soffermarsi solo su questo aspetto rischia di far perdere di vista il dato più interessante di questa fase. Nel corso dell'intervista, Cozzolino ha infatti sottolineato la volontà di costruire il programma insieme ai cittadini. Un passaggio che merita ascolto e attenzione, perché potrebbe rappresentare l'innesco per una stagione d'impegno partecipato.
Ad Acri serve prima di tutto un vero cambio di paradigma e una rivoluzione culturale che rimetta al centro il "noi". La figura dell'uomo solo al comando è stata e resta una iattura, oltre che la morte definitiva della partecipazione. Proprio nell'intervista ho colto un passaggio di grande rilievo, pronunciato con discrezione ma significativo: la consapevolezza che da soli non si va da nessuna parte. La parte più interessante e condivisibile è emersa quando, alla domanda di Sapia su come intenda comporre l'eventuale giunta, Cozzolino ha risposto di volersi circondare di persone più capaci di lui e autonome. Questo è un segnale di umiltà e intelligenza politica che, se tradotto nei fatti, può fare la differenza.
Per quanto mi riguarda, guardo a queste dinamiche con una sensibilità particolare. Essendo stato, ventotto anni fa, tra i fondatori del movimento civile "Pigna" — una bella pagina di partecipazione collettiva che nelle elezioni del 1998 arrivò fino al ballottaggio —, ammetto che mi farebbe un enorme piacere veder finalmente realizzato, anche a distanza di tempo, un autentico progetto civico per Acri. Quella storia ha dimostrato che quando i cittadini si organizzano fuori dalle appartenenze tradizionali, le forze del cambiamento possono davvero arrivare a un passo dalla guida della città.
Se da un lato l'impostazione attuale richiama modalità che la politica locale conosce bene, dall'altro c'è dunque il forte richiamo al civismo, un campo in movimento che merita di essere esplorato senza pregiudizi. Cosa sta davvero maturando su questo versante in vista del voto del prossimo anno? C'è la reale possibilità di dar vita a uno spazio d'ascolto autentico, capace di superare i vecchi schemi e rimettere le esigenze della comunità al centro dell'agenda?
In questo cantiere in divenire, un peso specifico fondamentale risiede nel valore che si intende dare al tessuto sociale già esistente. L'attenzione rivolta alle associazioni locali e alle organizzazioni sindacali rappresenta un banco di prova decisivo. Le realtà associative — dal volontariato alla cultura — sono l'ossatura viva di Acri; riconoscerne il ruolo significa non limitarsi a consultazioni di facciata, ma coinvolgerle come vere co-progettiste del futuro cittadino. Allo stesso modo, il confronto con le forze sindacali si rivela indispensabile, specie se si considera la priorità assoluta accordata alla tutela della sanità e del nostro presidio ospedaliero. La battaglia per la salute e per i servizi territoriali non può prescindere da un’alleanza stretta con chi rappresenta i lavoratori e i diritti dei cittadini.
La vera scommessa per Cozzolino, qualora dovesse guidare la città da sindaco, sarà proprio il metodo: trasformare l'ascolto della campagna elettorale in un modello di concertazione permanente, istituzionalizzando tavoli di dialogo continui prima di assumere le decisioni cruciali per la comunità.
Tuttavia, per una considerazione più articolata, aspetto di capire se il Dottor Giacomo Cozzolino riuscirà a rappresentare ed unificare l'intera galassia del civismo che da tempo si muove ad Acri, o se invece emergeranno altri candidati a dividere la stessa area. Se così dovesse essere, credo che la frammentazione del fronte civico sarebbe soltanto un ennesimo regalo fatto al centrodestra e al centrosinistra: in quel caso, per Acri non cambierà assolutamente nulla.
Più che una risposta definitiva, l'uscita allo scoperto di Giacomo Cozzolino pone interrogativi stimolanti. La partita è appena iniziata, e capire se questo percorso saprà integrarsi davvero con il mondo del lavoro, del sociale, del volontariato e dell'eredità migliore delle nostre esperienze civiche sarà il tema centrale dei prossimi mesi.

PUBBLICATO 12/08/2026  |  © Riproduzione Riservata




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