OPINIONE Letto 1108

La critica che non piace


Foto © Acri In Rete



Nonostante gli anni di esperienza maturati in politica, il sindaco di Acri una cosa non l’ha imparata: accettare la critica e magari porsi qualche domanda in più, magari provare a mettere in discussione quanto detto o fatto. È chiaro ed ormai risaputo che non accetta il contraddittorio e quando qualcuno avanza un pensiero lui è pronto a controbattere con delle verità assolute ed è pronto soprattutto a stilare elenchi, alla Salvini maniera.
Personalmente non ho messo in discussione l’enogastronomia del mio paese, la ciclovia dei parchi o altro. Semplicemente ho scritto quello che ho visto. Il corso principale trasformato in una discoteca all’aperto, mentre altre vie del paese totalmente in silenzio. Ed ecco che penso ad un po’ di anni fa, quando in piazza dei frutti c’era il concerto jazz, quando al Belvedere c’era il concerto all’alba, quando a Jungi incontravi la musica dal vivo. E’ vero, non si vive di ricordi, ma da quelle esperienze si poteva imparare e magari continuare a farle durare nel tempo. Insomma, bastava copiare! Ma quella era un’altra Acri.
Si parla tanto di programmazione, il nostro sindaco scrive che si è investito con decisione sui grandi eventi all’anfiteatro ed infatti è così: sono anni ormai che un privato usufruisce gratuitamente della nostra struttura e percepisce un compenso per portare 3 artisti, questa è programmazione!
Il mio scritto non era finalizzato alla polemica ma all’idea di un qualcosa di strutturato che avrebbe portato gente per le vie di Acri. Penso al MACA, al museo del Risorgimento, alla biblioteca comunale. L’idea è quella di un percorso che avrebbe fatto rivivere quelle strade storiche che negli ultimi anni soffrono. Via Padula è l’esempio migliore a mio avviso. La notte bianca poteva essere un’occasione, così come “Le botteghe di via Padula”. La riqualificazione e la successiva assegnazione di quei locali a mio avviso doveva avere un’altra finalità.
Oggi, nelle “botteghe” troviamo l’ufficio SIAE, lo studio di nutrizione, ecc.
Io avrei coinvolto gli artigiani acresi e le tante aziende che producono prodotti tipici che fanno parte dell’enogastronomia straordinaria del nostro territorio.
Questa non è tifoseria da polemica, questa per me si chiama visione.
Gli applausi ed i tifosi a prescindere non fanno per me.

PUBBLICATO 14/08/2026  |  © Riproduzione Riservata




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