OPINIONE Letto 67

La memoria corta!


Foto © Acri In Rete



Il 27 luglio 2026, con un articolo pubblicato su Cosenza Channel, si dava notizia di un’iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Acri, con la Fondazione V Padula, nell’ambito del Progetto “Acri, Città che legge”, da svolgersi nel Chiostro del Convento di San Domenico dal 28 luglio al primo agosto. Con questo evento - si leggeva - veniva celebrata la letteratura al femminile e dato il via alla seconda edizione del Premio G.A. Arena.
Superati lo sbigottimento e l’incredulità iniziali, mi sono chiesta di quale Premio Arena si parlasse poiché, essendo io parte del Comitato Promotore del Premio Letterario Nazionale G.A. Arena, sapevo bene che la Prima edizione del Premio fu fatta nel lontano 1998, ben ventotto anni fa, durante l’Amministrazione guidata dal Sindaco Pasquale Zanfini. Risultarono vincitori, per la Sezione Saggistica, Giuseppe Calzerano e Maria Teresa Greco; per la sezione Poesia, Pablo Visconti, con Segnalazione Speciale per Mauro Vasta.
La Seconda edizione fu, invece, quella del 1999, ben ventisette anni fa, con vincitori, per la sezione Narrativa, Andrea Carraro, con Segnalazione Speciale per Peppino Gallo; e, per la saggistica, Michel Vovelle e Valentino Sani, con Segnalazione Speciale per Ivan Fedeli. Il Premio Speciale della Giuria fu attribuito a Maria Antonietta Macciocchi.
Non riuscivo a capire - e non lo capisco ancora adesso – come, dopo quasi un trentennio, fossero resuscitate la Prima e la Seconda edizione del Premio Arena! Come se le prime edizioni del Premio e il Premio, nel suo complesso, non fossero mai esistiti.
Il Premio Arena, nato nel 1997, aveva un Regolamento, una Giuria che sceglieva i testi da premiare per le sezioni che lo componevano (narrativa, saggistica e poesia e successivamente anche il Premio al Testimone e Borse di studio per l’estero per studenti acresi); Bandi, pubblicati in ogni edizione; Case Editrici di rilevanza nazionale che sceglievano ed inviavano i libri che partecipavano alla selezione. Di tutto si dava ampia e documentata informazione pubblica.
Al Premio venivano associati, di volta in volta, un Convegno di Studi su un tema di attualità ed incontri con gli studenti delle scuole superiori di Acri. Voglio ricordare, al riguardo, il Convegno su “Legalità, Democrazia e Libertà” cui partecipò tra gli altri, il giudice Nicola Gratteri; l’incontro degli studenti con la poetessa Maria Luisa Spaziani, musa di Montale, che rimase ad Acri oltre la fine del premio, ospitata privatamente dalla mia famiglia, e che, coordinata dalla prof.ssa Manuela Guido, intrattenne gli studenti, rapiti, per un’intera mattinata. E che dire dell’incontro degli studenti con Nicola Gratteri, che ritornò appositamente ad Acri una seconda volta, dopo aver partecipato al Convegno, e di quelli con il sociologo Domenico De Masi e con un giovane Giuseppe Provenzano che sostituì l’economista Adriano Giannola, Presidente della SVIMEZ, impossibilitato a tornare, dopo aver partecipato al Convegno su “Federalismo fiscale e questione meridionale”?
Il Premio Arena, a partire dalla prima edizione, registrò una crescita sempre più ampia sul territorio. Una crescita fortemente voluta dai suoi Promotori, ma anche da tutte le Amministrazioni Comunali che si succedettero (A. Rocco, Tenuta, Coschignano, Trematerra, Tenuta) che lo misero al centro della loro strategia culturale.
Il Premio ebbe successo, nonostante la limitatezza delle risorse, compensata dall’alacre lavoro degli organizzatori e va considerato, a pieno titolo, un importante pezzo della storia culturale di Acri.
Senza nulla togliere alle vincitrici, con le quali – anzi - mi compiaccio, le edizioni del 2025 e del 2026 sono state presentate come iniziali del Premio, mentre si tratta di nuove edizioni di un Premio “Altro”, che pare non avere alcuna assonanza con quello nato nel 1997. Come è evidente, si configura un falso storico e un oltraggio alla Città di Acri. Ci si appropria indebitamente di una nobile storia, di cui, facendo affidamento sul trascorrere del tempo e sulla distrazione della gente, si arriva, di fatto, a negarne l’esistenza.
Certo, casi di questo genere, fanno apparire Acri un paese sventurato, poiché subisce mutilazioni inutili che, purtroppo, si ripetono con troppa frequenza e su diversi fronti. E dispiace constatare che, mentre altrove i pezzi della storia dei luoghi, vengono custoditi e legati a sistema, creando sinergie e facendone uno strumento di sviluppo e di apertura verso nuovi destini e nuovi mondi, qui si tende a cancellarli in omaggio al vivere esclusivamente nel presente e al pensiero senza memoria e senza prospettive della gran parte dei politici contemporanei.
Solo per la cronaca, allego copia della locandina con cui si rendeva pubblica la cerimonia di premiazione dei vincitori della VI edizione del Premio G.A. Arena (2009).


PUBBLICATO 20/08/2026  |  © Riproduzione Riservata




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