OPINIONE Letto 603

Settembre, di nuovo: la scuola che verrà


Foto © Acri In Rete

EffeEffe
Condividi facebook | whatsapp


Ogni anno, a settembre, la scuola italiana ricomincia con lo stesso rito: campanelle, zaini nuovi, elenchi delle classi affissi ai cancelli. Sotto questa superficie familiare, però, c'è un'istituzione profondamente diversa da quella di trent'anni fa: non necessariamente migliore o peggiore, ma più pesante, più complicata, più burocratica. Dagli anni Novanta a oggi la scuola italiana ha attraversato un numero impressionante di riforme: l'autonomia scolastica, la Moratti, la Gelmini, la "Buona Scuola", e una lunga serie di decreti attuativi e circolari. Ogni riforma nasceva con l'intenzione di semplificare e modernizzare.
Il risultato, sommato nel tempo, è stato spesso l'opposto: un insegnante di oggi si confronta con adempimenti che trent'anni fa non esistevano.
La tanto decantata"autonomia", presentata come panacea di tutti i mali si è tradotta nei migliori dei casi in burocrazia, nei peggiori in un'azienda impegnata a creare iscrizioni per non perire in accorpamenti. I presidi sono diventati manager aziendali più attenti ai numeri che alla qualità della didattica, gli studenti sono passati da essere utenti a clienti da soddisfare.
Così la macchina si appesantisce, riforma dopo riforma, mentre il tempo che un insegnante può dedicare alla relazione con gli studenti si assottiglia — eroso da un apparato che cresce in nome di esigenze legittime (trasparenza, valutazione, qualità) ma che finisce per produrre l'effetto opposto: meno tempo per insegnare, più tempo per documentare di aver insegnato. Non è nostalgia per un passato ma una riflessione, in questo ennesimo settembre, se il modo in cui proviamo a migliorare la scuola stia davvero ottenendo l'effetto voluto, o se non stia solo spostando il peso su un corpo docente sempre più occupato a rendicontare il proprio lavoro, e sempre meno libero di farlo. Nonostante tutto, settembre resta un mese di inizio, non di bilancio.
Agli studenti, l'augurio è di trovare in classe qualcosa che valga la pena imparare. Ai docenti l'augurio è di ritrovare il senso profondo del proprio lavoro. Alle famiglie, l'augurio è di guardare a questo nuovo anno con fiducia, sapendo che la qualità di una scuola si misura ancora nella qualità delle persone che la abitano ogni giorno.

PUBBLICATO 13/09/2026  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

NOTA STAMPA  |  LETTO 186  
Ospedali di montagna: avviato l'esame della legge di iniziativa popolare
La Terza Commissione “Sanità” del Consiglio regionale della Calabria..... ...
→ Leggi tutto

NOTA STAMPA  |  LETTO 230  
La formazione che manca alla politica: il coraggio di costruire il futuro
Oltre gli slogan e la frenesia dei social: ad Acri il Centrodestra..... ...
→ Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 762  
OLTRE si presenta: la diversità è un punto di forza
Si è svolta ieri sera, nella sede di Via Roma 26, la presentazione del movimento civico “OLTRE”. Un evento che ha dato una bella risposta ai com ...
→ Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 642  
Verso le amministrative: ''Trasformiamo Acri in un Museo a Cielo Aperto''. Una proposta in 6 punti per i futuri candidati a Sindaco
Un festival internazionale di Street Art per riqualificare i quartieri, valorizzare le contrade e creare un nuovo itinerario turistico permanente ...
→ Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 456  
La Mucone senza guardia medica. Violato il diritto alla salute. Disagi e rischi
I cittadini di ”La Mucone” sono indignati per come sono stati abbandonati dal punto di vista sanitario, a seguito della soppressione del serviz ...
→ Leggi tutto

ADV