La tutela della salute e l'accesso universale alle cure costituiscono il fondamento della coesione democratica e della giustizia sociale sancite dall'articolo 32 della Costituzione italiana. Tuttavia, nelle aree interne e periferiche, questo presidio fondamentale ha subito nel corso degli ultimi decenni un progressivo arretramento, lasciando le comunità a confrontarsi con tagli lineari, riduzione dei servizi essenziali, cronica carenza di organico e crescenti difficoltà nell'accedere tempestivamente a prestazioni diagnostiche e terapeutiche. Di fronte a questa complessa realtà, ad Acri si accende una risposta decisa, organizzata e strutturata: lo scorso lunedì 5 ottobre, presso i locali della Camera del Lavoro in via Raffaello Sanzio, si è costituito formalmente il Comitato Civico Permanente in difesa della sanità pubblica. L'organismo nasce per avviare una disamina approfondita delle cause storiche, amministrative e gestionali che hanno determinato il depotenziamento delle strutture sanitarie locali e per invertire una rotta ormai non più tollerabile. Un comitato autonomo e indipendente da ogni soggetto della comunità. Un elemento cardine e distintivo di questo organismo è la sua totale autonomia e indipendenza: il Comitato si configura come una realtà rigorosamente autonoma e indipendente da tutti i soggetti presenti nella comunità — forze politiche, organizzazioni sindacali, associazioni e istituzioni. Questa piena indipendenza garantisce la massima libertà di giudizio, critica e proposta, ponendo al centro unicamente l'interesse generale della collettività e il diritto inviolabile alla salute. Il Comitato intende dialogare con tutti gli attori del territorio senza esserne in alcun modo vincolato, fungendo da presidio civico autentico, trasparente e al servizio esclusivo dei cittadini. Un ponte partecipativo tra comunità e governo del territorio. Il Comitato intende qualificarsi non come un momentaneo megafono di protesta fine a se stesso, bensì come una forza permanente di stimolo, ascolto e proposta. L'intento dichiarato è quello di edificare un ponte partecipativo solido e autorevole, capace di sedere con competenza ai tavoli istituzionali, dialogare con l'Azienda Sanitaria e la Regione e l’Amministrazione comunale, e incidere concretamente sulle scelte di programmazione socio-sanitaria. L'azione si articola su tre direttrici programmatiche prioritarie: Salvare l'ospedale «Beato Angelo» e rilanciare la sanità territoriale: Formalizzare una proposta organica, rigorosa e tecnicamente sostenibile, volta a salvaguardare i reparti del presidio ospedaliero acrese e a integrarlo saldamente con una rete capillare di assistenza di base, medicina specialistica e cure di prossimità. Riaffermare con forza il primato del servizio pubblico: Arginare la deriva che vede la sanità privata prevalere sistematicamente su quella pubblica, impedendo che il diritto alla salute diventi una merce o un lusso economico riservato a chi può permetterselo, a discapito delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione. Mettere in campo iniziative di mobilitazione e lotta democratica: Mantenere vigile la coscienza civica della cittadinanza e organizzare momenti di confronto e mobilitazione attiva per pretendere certezze, investimenti strutturali e personale adeguato a garantire standard assistenziali dignitosi. Il patto civico ha quattro pilastri: le forze in campo. La complessità della vertenza sanitaria impone il superamento di ogni logica di delega o frammentazione. Mantenendo la propria rigorosa indipendenza, il Comitato chiama a raccolta e stimola la sinergia attiva di tutte le componenti della società civile: 1. Gli Operatori Sanitari — Competenza ed esperienza diretta. Medici, infermieri e personale socio-sanitario vivono ogni giorno le difficoltà generate dalla carenza di organico, dalle turnazioni logoranti e dall'inadeguatezza delle risorse materiali. Il loro contributo tecnico è il cuore nevralgico della vertenza: solo chi opera sul campo conosce nei dettagli le reali esigenze dei reparti ed è in grado di tracciare le priorità di rilancio funzionale. 2. La Cittadinanza — Il presidio e la legittimazione democratica. I cittadini e le famiglie sono i destinatari finali del servizio e coloro che subiscono quotidianamente i disagi delle interminabili liste d'attesa e delle trasferte forzate verso altri centri. La partecipazione della comunità conferisce peso etico, forza politica e determinazione popolare a una battaglia che riguarda il futuro stesso del territorio acrese. 3. Il Tessuto Associativo — La trama della coesione territoriale. Le realtà associative, il volontariato e il terzo settore rappresentano la rete connettiva del comprensorio. La loro mobilitazione permette di raggiungere capillarmente ogni quartiere, borgo e frazione, unificando le singole difficoltà personali in una solida coscienza collettiva e moltiplicando le occasioni di dibattito e sensibilizzazione. 4. Le Istituzioni, i Partiti e i Movimenti — L'interlocuzione e la responsabilità politica. Pur nella netta distinzione dei ruoli e nell'assoluta autonomia del Comitato, gli organi di governo locale e le forze politiche sono chiamati a svolgere un ruolo di primo piano: ascoltare le istanze civiche e farsi interpreti determinati dei bisogni della comunità presso i vertici decisionali regionali. APPUNTAMENTO PUBBLICO: COSTRUIAMO INSIEME LA PROPOSTA. Martedì 13 Ottobre, ore 18:00. Camera del Lavoro di Acri — Via Raffaello Sanzio Acri. Sono invitati a partecipare e intervenire tutti i cittadini, gli operatori sanitari, le associazioni, le istituzioni civiche, i partiti politici e i movimenti. La sanità è un bene comune: difendiamola insieme. L'assemblea del 13 ottobre rappresenta il momento fondamentale in cui l'indignazione per lo smantellamento dei servizi cede il passo all'organizzazione e al protagonismo civico. Tutta la cittadinanza è chiamata a raccolta per scrivere una pagina decisiva per la salute, la sicurezza e il futuro della comunità acrese. Il Comitato Civico