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Non basta una rimonta


Foto © Acri In Rete



Ci sono sconfitte che fanno più male di altre. Quella rimediata domenica dalla Virtus Acri contro un Cotronei competitivo e ben organizzato è una di queste.
Il 5-3 finale racconta di una partita ricca di gol, ma anche di una Virtus Acri capace di reagire ma senza riuscire a trovare la continuità necessaria per restare in partita fino all'ultimo.
Dall'altra parte, il Cotronei ha avuto il merito di presentarsi con le idee chiare, una buona condizione generale e, soprattutto, con Barhoun in stato di grazia. Quattro reti per l'attaccante ospite, protagonista assoluto della giornata.
Già nella prima frazione di gioco il Cotronei ha fatto valere una maggiore organizzazione occupando meglio gli spazi e costruendo le occasioni più pericolose.
Il doppio vantaggio è stato il frutto di una superiorità che, almeno inizialmente, è apparsa piuttosto evidente. Gli ospiti hanno giocato con personalità, trovando varchi e mettendo più volte in apprensione la retroguardia acrese.
In diverse occasioni il portiere rossonero Pellegrino è stato molto bravo ad evitare il terzo goal.
L’Acri ha faticato a trovare le distanze giuste e a dare continuità alla propria manovra. Tuttavia, proprio quando il primo tempo sembrava avere il destino segnato, la squadra di Pascuzzo ha tirato fuori orgoglio e, con un pò di fortuna, nei minuti finali è riuscita a rimontare il doppio svantaggio e a rientrare negli spogliatoi sul 2-2.
Nel secondo tempo però il Cotronei ha ripreso in mano la partita. La maggiore qualità tecnica, una condizione fisica apparsa più brillante e la concretezza di Barhoun hanno finito per fare la differenza. L'attaccante ospite in grande spolvero ha continuato a colpire, punendo le incertezze di una difesa rossonera che non è riuscita a trovare le contromisure necessarie.
Come è noto l’Acri sta affrontando un Campionato tutt'altro che semplice. Per come sono andate le cose fino ad ora, forse la scelta dello Stadio di Corigliano per disputare le partite interne non ha favorito le caratteristiche della formazione acrese.
Certo la squadra ha bisogno di tempo, ma anche di risposte concrete.
Il paziente lavoro che sta facendo il mister, soprattutto con i giovani, certamente e, nonostante le tante difficoltà, alla fine darà i suoi frutti. Mario Pascuzzo è un tecnico preparato e animato da una passione che rappresenta un valore importante per il gruppo.
La sconfitta contro il Cotronei ha evidenziato nuovamente alcune fragilità del reparto offensivo, apparso ancora alla ricerca di maggiore incisività e continuità; e le incertezze del reparto difensivo troppo vulnerabile nei momenti decisivi. Subire cinque reti è un dato che merita attenzione. A rendere il quadro meno rassicurante è stata anche la prestazione di alcuni calciatori. Le giornate storte possono capitare, ma da domenica prossima non si può più sbagliare. L'auspicio è che il gruppo sappia trasformare questa sconfitta in un'occasione di crescita.
Pascuzzo e i suoi dovranno lavorare per dare maggiore equilibrio alla squadra, recuperare la migliore condizione e trovare quella continuità che finora è mancata. La Virtus ha il tempo e le risorse per crescere, ma dovrà dimostrare di aver compreso la lezione di Cotronei e farne subito tesoro ad incominciare dalla partita di domenica prossima contro la Silana.
Tuttavia, all'orizzonte poi c'è una data cerchiata in rosso, l'otto novembre quando, secondo il programma previsto, la Virtus dovrebbe finalmente fare ritorno allo stadio “Pasquale Castrovillari”, una volta ultimati i lavori al manto erboso. Tornare a casa potrebbe rappresentare una spinta importante, sul piano ambientale e psicologico, oltre che un'occasione per ritrovare riferimenti e certezze.

PUBBLICATO 13/10/2026  |  © Riproduzione Riservata




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