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Le tappe della scalata di Capalbo a palazzo Gencarelli. Un successo costruito in 10 anni

Foto © Acri In Rete
Roberto Saporito
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Pino Capalbo, il nuovo sindaco di Acri, si affaccia sulla politica locale nel 2005 quando di anni ne aveva 33. Viene eletto consigliere comunale, il più votato in assoluto, nella coalizione di centro sinistra guidata da Elio Coschignano. Si ricandida al ruolo di consigliere comunale anche nel 2010 e nel 2013 e con circa 400 voti, in entrambe le occasioni, risulta essere il più votato.
Per tre volte di seguito, quindi, è il candidato che ottiene più preferenze. Un record. Dal 2005 al 2010 si fa le ossa e dimostra di avere qualità e competenze.
Di conseguenza arrivano le gratificazioni da parte dei cittadini, in termini di consensi, e degli apparati del partito di appartenenza.
Prima Ds poi Pd, Capalbo dimostra coerenza, resta sempre al suo posto, anche in caso di sconfitte, e i vertici regionali non possono che plaudire.
Anche per questi motivi Capalbo inizia a ricoprire ruoli istituzionali; segretario del circolo locale del Pd e vice presidente della comunità montana destra Crati.
I rapporti con esponenti di spicco del partito si rafforzano: i vari Oliverio, Adamo, Bruno Bossio, Guglielmelli, Magorno, ed oggi Aieta, sono dalla sua parte e ogni qualvolta si presenta l’occasione fanno sentire la loro vicinanza.
Nel 2010 Capalbo comincia, come giusto che sia, ad avere ambizioni più grosse e si mette in testa di guidare il Comune. Deve fare, però, i conti con altri pretendenti sicchè è costretto a partecipare alle Primarie.
Nel 2010 contro Giacomo Cozzolino e nel 2012 contro Giuseppe Cristofaro. In entrambe le occasioni il giovane Capalbo perde per pochi voti ma con il senno del poi si può dire che le sconfitte sono risultate indolori.
Sia Cozzolino che Cristofaro, difatti, vengono sconfitti sonoramente da Trematerra e Tenuta e, probabilmente anche Capalbo avrebbe potuto fare poco.
Dal 2013 ad oggi, Capalbo si fa notare per le sue capacità oratorie e per le sue conoscenze amministrative.
E’ oramai punto di riferimento del Pd calabrese per il territorio ed arrivano nuovi traguardi importanti; capogruppo al Comune, fa parte del direttivo provinciale e nell’ottobre 2014 viene eletto consigliere provinciale. In Provincia ricopre il ruolo di capogruppo.
Insomma anche i suoi compagni di partito gli riconoscono qualità. I tempi sono maturi per tentare nuovamente la scalata a palazzo Gencarelli e Capalbo confida ai più stretti amici che questa volta non si sottoporrà al giudizio delle Primarie. In consiglio comunale porta avanti un’opposizione rigida e qualificata tanto da mettere spesso in difficoltà la maggioranza di Tenuta e sul finire del 2016 annuncia la sua candidatura a sindaco per il 2018. Il partito è dalla sua parte e l’assemblea degli iscritti da il via libera. All’inizio di quest’anno viene rieletto consigliere provinciale ma si dimette appena cade l’Amministrazione Tenuta.
lo scioglimento anticipato del consiglio comunale, spalanca le porte a Capalbo che, nel frattempo, aveva già lavorato in prospettiva 2018. Siamo a febbraio e Capalbo comincia ufficialmente la sua campagna elettorale. Riesce ad aggregare sette liste tra cui Sinistra Italiana e conquista palazzo Gencarelli.
Ha avuto, inoltre, il merito di far ritornare alla guida del Comune il centro sinistra dopo sette anni.
Un successo, quindi, costruito in circa dieci anni con determinazione, passione, impegno, dedizione, rapporti.
Ora lo attende una sfida difficile con un Comune in dissesto e con mille criticità.
Ha dalla sua parte la voglia di fare, le giuste conoscenze, gli ottimi rapporti con Enti sovra comunali, l’entusiasmo.
Non può fallire, i cittadini ripongono in lui molte aspettative.

PUBBLICATO 29/06/2017 | © Riproduzione Riservata



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