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Esempi come il suo segnano vite come la nostra

Foto © Acri In Rete
Maria Gabriella Ferraro
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Questa la scritta sulla targa regalata dagli alunni delle classi quinte del liceo classico e scientifico “V. Julia” a Gaetano Saffioti, l’imprenditore calabrese ospite oggi nella nostra scuola.
L’incontro e’ stato organizzato dalla prof.ssa maria gabriella ferraro che ha scelto un eroe del nostro tempo per parlare di legalita’ e rispetto.
Il dirigente scolastico, prof.ssa rosa pellegrino, accoglie sempre favorevolmente iniziative di questo genere, convinta che la formazione dei ragazzi passi anche e soprattutto attraverso gli esempi oltre che le parole.  Gaetano saffioti e’ un collaboratore di giustizia che da ben quindici anni vive sotto scorta.
Una scelta coraggiosa la sua, quella di denunciare un sistema ndranghetistico che piega, mortifica ed impoverisce un territorio come quello in cui l’imprenditore vive.
Nato e cresciuto a palmi in una famiglia numerosa gaetano saffioti comincia a lavorare giovanissimo nell'impresa per la produzione d'olio d'oliva del padre; già in quei tempi comincia a scontrarsi con la 'ndrangheta.
Tuttavia, la sua passione è il movimento terra, per questo nel 1981 dà vita alla sua impresa, a cui aggiunge nel 1992 l'impianto di calcestruzzo, vince diversi appalti pubblici e privati ma la 'ndrangheta reclama la sua parte di potere e ricchezza, e sottopone saffioti alle richieste estorsive che sfociano in numerose minacce, intimidazioni, danneggiamenti — come l'incendio di un camion di sua proprietà appiccato dallo stesso autista sotto le minacce delle armi delle 'ndrine e costrizioni, visto che non era libero di utilizzare la propria cava per la sabbia, ma doveva comprarla per forza dalle imprese mafiose.
Tale situazione soffocante si è protratta per diversi anni, durante i quali saffioti è costretto a subire e pagare, finché nel 2002 decide di dare una forte svolta e denuncia il tutto alla magistratura.
Da allora la sua vita diventerà blindata, sempre sotto scorta assieme alla sua famiglia, perderà molte commesse, dipendenti, amici ma decide comunque di restare in calabria e continuare l'attività, rifiutando gli aiuti economici statali per i testimoni di giustizia.
Con le sue dichiarazioni ha dato vita all'importante operazione di polizia tallone d'achille, che ha portato all'arresto e alla successiva condanna, per associazione di tipo mafioso ed estorsione, di 48 esponenti delle famiglie mafiose dei Bellocco, Mazzagatti, Romeo, Nasone, Piromalli e Gallico.
Ha contribuito in modo determinante e significativo in altre operazioni della magistratura contro la 'ndrangheta: nel 2007 operazione arca, nel 2010 operazione cosa mia, nel 2011 operazione scacco matto.
Nel settembre del 2014 è stato l'unico imprenditore ad accettare di abbattere la villa abusiva costruita su area sottoposta a vincolo archeologico dai pesce a rosarno.
Dal 2002 vive sotto scorta nella località di origine a Palmi.
L’imprenditore ha raccontato, ad una platea attenta e silenziosa,  la sua storia, da un episodio importante, accaduto quando aveva solo otto anni, alle estorsioni subite, alle intimidazioni, alle paure, al coraggio di denunciare.
Ha risposto a tutte le domande che i ragazzi gli hanno posto, sottolineando di non essere un eroe, ma un semplice cittadino: chi vive nel rispetto della legalita’ non e’ da considerarsi un eroe, ma un uomo.
«La storia semplice di un uomo semplice in un paese non semplice» afferma saffioti raccontandosi ed esortando i ragazzi a seguire esempi positivi, la famiglia, la scuola, gli esempi belli, e’ grazie a questi ultimi che il mondo cambia, non alle sole parole. “siate come gli uccelli, confidate nelle vostre ali non sul ramo”.
Ancora grazie alla gentilezza e disponibilita’ di un uomo che ha la giusta contezza del coraggio e della paura.




PUBBLICATO 07/12/2017 | © Riproduzione Riservata



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