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Verso le politiche. Parlamentari uscenti. Chi la ha visti?

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Roberto Saporito
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Nella giornata di giovedì, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto di scioglimento delle due Camere. Il prossimo 4 marzo gli italiani saranno chiamati al voto.
La cittadina silana, con i suoi circa 20 mila elettori, è sempre stata molto “corteggiata”. Mario Oliverio e Cesare Marini ne sanno qualcosa.
Da dieci anni, dal 2008, la città non è rappresentata al Parlamento.
L’ultimo parlamentare, difatti, è stato Gino Trematerra (Udc), senatore, dal 2001 al 2008.
Prima di lui era toccato al senatore Francesco Spezzano, Pci, dal 1948 al 1968, per 4 legislature di seguito.
Nel 2013, furono cinque i candidati locali; Pino Capalbo, attuale sindaco, alla Camera nella lista Pd e Bruno Pascuzzo, alla Camera per Sel, a sostegno di Bersani, Massimo Belsito, per il Movimento Cinque Stelle, a sostegno di Grillo, Nicola Tenuta, ex sindaco, alla Camera per Grande Sud, a sostegno di Berlusconi e Michele Trematerra, ex assessore regionale, per l’Udc, a sostegno di Monti.
Nessuno di loro, però, riuscì ad varcare la soglia di Montecitorio o palazzo Madama.
Ce la fecero, invece, molti altri che qui hanno raccolto discreti consensi. Dei 20 deputati e 10 senatori calabri, alcuni, infatti, hanno molta familiarità con la città. Hanno tutelato il territorio?
Hanno portato a Roma le istanze della comunità, magari attraverso interrogazioni, interpellanze e proposte? Dopo il voto quante volte hanno messo piede in città?
Santelli
(Fi) non si è vista così come Aiello (Sel), e Bruno (Centro Democratico), Covello (PD) si è vista in qualche rara occasione di carattere politico, Magorno e Bossio, entrambi Pd, si sono recati più volte in città sia per partecipare ad iniziative politiche-elettorali, tra cui la campagna elettorale dell’attuale sindaco Capalbo, sia per parlare di annose questioni come sanità e lavoro precario, poco presente Roberto Occhiuto (Fi), deputato subentrato a Cesa, che qui ha tanti.buoni amici ed elettori, abbastanza presente anche il senatore Morra (M5S), qualche volta Minniti (Pd), giustificato dai gravosi incarichi che ha ricoperto, mai visto Gentile.
Ed allora, prima di votarli, perché non li costringiamo a sottoscrivere un compromesso dal notaio? Ti voto se in cambio porterai avanti le istanze del territorio e renderai conto, periodicamente, di quanto stai facendo per la comunità. Dopo Capodanno, il via alla campagna elettorale ed alle prime indiscrezioni sui candidati.
Acri è inserito nei collegi Crotone-Sila Grande, per la Camera, Ionio, per il Senato.
Appare improbabile che un acrese possa essere eletto parlamentare.
Serviremo, come successo già altre volte, solo a serbatoio di voti per gli altri?

PUBBLICATO 30/12/2017 | © Riproduzione Riservata



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