Dotti medici e sapienti discepoli della IA
Maggioranza consiliare Acri
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Manca ancora un anno alle elezioni amministrative, ma ad Acri il clima è già quello delle grandi occasioni. È ricominciato lo sport preferito della politica locale: spiegare agli altri come si governa. E così, come le rondini annunciano la primavera, puntuali arrivano gli esperti del giorno dopo. Quelli che oggi dispensano lezioni, distribuiscono pagelle, criticano ogni scelta e illustrano, con sorprendente sicurezza, tutto ciò che “andrebbe fatto”. Peccato che molti di loro non siano esattamente dei debuttanti. Anzi, alcuni hanno già avuto il privilegio di amministrare, decidere, promettere, pianificare. Hanno avuto il volante tra le mani. E, a giudicare dal ricordo che hanno lasciato, non è che il viaggio sia finito proprio tra gli applausi. È curioso assistere a questa improvvisa metamorfosi. Chi fino a ieri collezionava giustificazioni oggi distribuisce soluzioni. Chi quando governava chiedeva pazienza, comprensione e tempo, adesso pretende miracoli in tempo reale. Chi lasciava in eredità problemi, oggi pretende di impartire lezioni su come risolverli. Insomma, è un po’ come ricevere consigli di galateo da chi ha sempre mangiato la minestra con la forchetta. Naturalmente, in politica la memoria è un dettaglio trascurabile. Basta cambiare slogan, aggiungere qualche foto sui social, parlare di “nuova visione”, infilare le immancabili parole “competenza”, “ascolto” e “programmazione”, ed ecco servito il candidato rigenerato. Una sorta di restyling politico dove cambia la confezione, ma il contenuto rischia di essere sempre lo stesso. La cosa più divertente è che le ricette sono sempre impeccabili… quando a cucinare devono essere gli altri. Perché governare è complicato. Criticare, invece, è un’attività a costo zero. Non richiede bilanci da far quadrare, uffici da coordinare, emergenze da affrontare o decisioni impopolari da assumere. Basta un comunicato, un post ben confezionato e qualche intervista in cui tutto appare semplice. Sulla carta, naturalmente. La vera domanda, però, è un’altra: dov’erano tutte queste idee geniali quando ne avevano la possibilità? Perché certi illuminanti suggerimenti sembrano comparire soltanto dopo aver perso il potere? È una strana forma di chiaroveggenza politica: la soluzione arriva sempre… dopo. Acri merita certamente un confronto serio sul proprio futuro. Ma il confronto ha senso se accompagnato anche da un pizzico di memoria e da uno sguardo equilibrato sulle diverse esperienze amministrative, senza schieramenti pregiudiziali. Perché la credibilità non nasce dalle critiche più rumorose, bensì dai risultati ottenuti quando si è stati chiamati a dimostrare ciò che si vale. Chi Scrive e consapevole dei problemi, ma anche del cammino fatto in questi anni. Chi ha lasciato in eredità il dissesto, la chiusura dell’ospedale, non può oggi venire ad insegnare agli altri come si fanno le cose. Sulle cose fatte saranno gli elettori a decidere. Intanto un punto fermo andava rimarcato. Da qui al voto assisteremo probabilmente a un’infinita sfilata di maestri del “si doveva fare”. Ed è giusto ascoltare tutti. Ma con una semplice precauzione: prima di applaudire chi oggi insegna come si governa, vale la pena ricordare come si è governato quando se ne ha avuto l’occasione così come chi doveva fare gli interessi dei lavoratori precari ha pensato bene di stare seduto , salvo plaudire, al momento opportuno , l'operato dell'amministrazione comunale. Perché, in fondo, il pulpito conta. Ma anche le prediche hanno bisogno di una certa coerenza. Maggioranza comunale Acri.
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PUBBLICATO 02/08/2026 | © Riproduzione Riservata

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