Accoglienza e solidarieta'. La casa di Abou, centro di seconda accoglienza, compie dieci anni. Sabato un'iniziativa


Redazione

Il centro di seconda accoglienza, La Casa di Abou Diabo, compie dieci anni. Per l’occasione è stata organizzata una giornata di festa e di riflessione, presso lo stesso centro, sabato prossimo a partire dalle 17,30. Saranno presenti il sindaco Capalbo e gli operatori della struttura.
In programma recital di poesie, musica e relazioni da parte di chi si occupa del centro che è operativo dal 2008. Finora ha ospitato un centinaio di minori, richiedenti asilo o rifugiati, provenienti da diverse nazioni ma soprattutto dall’Africa, dall’Afghanistan e dal Bagladesch. Vi lavorano assistenti sociali, educatori, operatori sociali, mediatori culturali, psicologi. I minori vengono accolti e seguiti attraverso azioni mirate in un percorso lungo e meticoloso che prevede, tra le altre cose, lo studio della lingua italiana, l’assistenza sanitaria, l’integrazione sociale, ed eventualmente anche quella lavorativa, ed il disbrigo di pratiche. Da quando il centro è presente, tutti i minori che hanno fatto richiesta di protezione, sono riusciti ad ottenere il permesso di soggiorno. In passato in molti hanno deciso di restare in città dove prestano lavoro presso aziende, imprese e negozi. All’origine era Il rifugio di Isaac ma dal 2010 il centro porta il nome di Abou Diabo, il ragazzo 19enne deceduto a seguito di un incidente stradale mentre era a bordo del suo scooter. |
PUBBLICATO 26/04/2018 | © Riproduzione Riservata

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