OPINIONE Letto 7092  |    Stampa articolo

Avanti un altro

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
condividi su Facebook


C’è poco da fare quando oramai sei sono convinto di essere abbastanza smaliziato al punto che nulla ormai possa stupirti; invece, accade sempre qualcosa di nuovo che ti costringe a cambiare idea.
La nostra città poi, in quanto a sorprese, si rivela sempre una inesauribile quanto “meravigliosa” miniera.
L’ultima riguarda il Centro per l’Impiego, l’ufficio deputato a censire prima e, orientare poi le persone in cerca di occupazione. Per chi ancora non lo sapesse, da aprile scorso, è stato trasferito da via Roma a via Calatafimi, per capirci, zona Piazza dei Frutti-Monumento. Buona idea! Immagino rientri in quella illuminata strategia di riqualificare il Centro Storico, spostandovi gli uffici di una certa rilevanza, affinché quest’ultimo possa ritornare, non dico agli antichi fasti, ma a ritrovare un po’ di movimento, un po’ più di vitalità. Strategia che comunque andrebbe a beneficio delle poche attività commerciali rimaste che coraggiosamente tengono duro e sopravvivono. Se fosse così, complimenti all’autore della brillante idea!
C’è però qualcosa di strano! L’ufficio è chiuso e, come recita il cartello sulla porta d’ingresso, apre solo due volte alla settimana, martedì e mercoledì dalle ore 9 alle 12. Solo due mattine alla settimana? Allora non è strano, diamine è certamente un buon segno! Vorrà dire che sono diminuite le persone in cerca di occupazione! Insomma sono diminuiti i disoccupati. Magnifico!!
Adesso si capisce anche perché sui social circolano foto che mostrano, sempre più spesso, strade completamente deserte. Ma è chiaro la gente è tutta al lavoro. Ottimo! Acri è in controtendenza rispetto al resto del Sud, dove la disoccupazione registra dati a dir poco allarmati.
E i paesi limitrofi? Se l’ufficio può restare chiuso ben 4 giorni su 6, o avranno anche loro buone notizie sul fronte occupazionale, o sono costretti a rivolgersi agli uffici di Montalto o Cosenza. E le persone che ci lavoravano? Magari saranno in pensione, beate loro!
Oggi è martedì, rincuorato anche da queste buone notizie, mi reco all’ufficio con calma, tanto è ovvio che sarà poco frequentato. Sorpresa!! Sono appena le 9.30 e c’è già un buon numero di persone a fare la fila, sembrano addirittura molti di più in quanto lo spazio è ristretto e i posti a sedere sono esigui. Quelli che sono costretti ad aspettare il proprio turno fuori, con le macchine che passano e la strada stretta, devono stare in campana e pronti a spostarsi ogni volta.
Angela, una cara amica, mi dice: “Franco, ci rendiamo conto in che situazione ci troviamo?”. Anche Raffaele manifesta la sua indignazione: “E’ il solito schifo!”
Non ci crederete, ma siamo fortunati! Proprio così. L’ufficio in questione doveva essere chiuso, in quanto la Provincia lo aveva “accorpato” ad altra sede- Il Commissario Prefettizio, che aveva in mano le redini del Comune prima delle ultime elezioni, aveva infatti predisposto la disdetta del contratto di fitto dei locali di Via Roma.
La parola magica in questi casi è sempre la stessa: razionalizzazione. Nel merito, tagliare l’onere dei cosiddetti “fitti passivi” da parte di un Comune in dissesto come il nostro, e dall’all’altra “sfoltire” il personale ad opera della Provincia. Già, proprio la Provincia! Ente che avrebbe dovuto sparire invece, ad oggi, depotenziato e trasformato in inutile carrozzone a cui i politici fanno a gara (tra loro stessi) ad attaccarsi, consapevoli (a quanto dicono) che non vi sono le risorse finanziarie sufficienti a coprire gli stipendi dei dipendenti. Tuttavia, loro vogliono salirvi lo stesso, ma non è curioso?
L’attuale Amministrazione comunale, mettendo a disposizione il locale di via Calatafimi, ha impedito che l’ufficio sparisse e ha ottenuto che almeno restasse aperto due mattine alla settimana. È un primo passo, ma ancora corto!
In un territorio ad alta densità di inoccupati, un ufficio come quello del collocamento al lavoro, nella mia idea di società civile, dovrebbe essere in prima linea, anello di congiunzione tra la debole (purtroppo!) offerta e la forte domanda; pronto a mettersi a disposizione dell’utenza con sensibilità, professionalità e competenze.
Invece, viene aperto a mezzo servizio, quasi come a voler dire: “Signori, oggi consideratevi fortunati che ci siamo. Avanti un altro!”

PUBBLICATO 20/06/2018 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

FOCUS  |  LETTO 437  
Eventi. Il significato del Triduo pasquale e gli auguri di Pasqua
Abbiamo incontrato don Davide Iuele, parroco della chiesa di San Domenico, che illustra gli appuntamenti più importanti della Settimana Santa. ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 139  
World Autism Day. Accendere la consapevolezza imparando la ''lingua'' delle neurodivergenze
Per la giornata mondiale dell’autismo quest’anno non vorrei impiegare il mio tempo in interrogativi, analisi cliniche e approfondimenti. Ogni anno si assiste ad un incremento esponenziale di eventi in ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 750  
Oltre il pregiudizio: L’Istituto Comprensivo Acri V. Padula-San Giacomo e la Fondazione Lanzino insieme per la parità
L’Istituto Comprensivo Acri “V. Padula”-“San Giacomo”, in collaborazione con la Fondazione Lanzino , impegnata da anni nella promozione della parità e nella prevenzione della violenza, ha realizzato ...
Leggi tutto

SPORT  |  LETTO 490  
Tu chiamale se vuoi... Emozioni
Si possono raccontare le emozioni? Parlo delle emozioni che ti prendono allo stomaco, ti sollevano come un'altalena e ti lasciano sospeso tra paura e felicità. Di quelle emozioni che, in pochi minuti, ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 4192  
Cinquanta lavoratori di Calabria Verde senza reddito da sei mesi. Chiedono sblocco dei cantieri e garanzie occupazionali
Come molti altri colleghi calabresi, si sono riuniti in un’assemblea permanente per discutere delle questioni e decidere il da farsi. Sono poco meno di cinquanta. Si tratta dei lavoratori precari, e ...
Leggi tutto