COMUNICATO STAMPA Letto 4822  |    Stampa articolo

Siamo alle solite promesse

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Come tutti noi sappiamo da diverso tempo ad Acri si continuano a perdere occasioni di crescita sia a livello sociale che culturale ed economico. La continua soppressione di pubblici servizi ha portato la nostra cittadina ad entrare in un vortice di impoverimento, di depauperamento e di spopolamento dal quale non si riesce ad uscire, complici anche chi negli anni ha amministrato questo paese. Le scelte o non scelte effettuate o taciute, da chi ha gestito la cosa pubblica, hanno accelerato questo stato di cose nel quale, purtroppo, oggi ci troviamo.
La lungimiranza non ha certo caratterizzato la classe politica di questo paese. In modo costante nel tempo abbiamo assistito, nel totale e assordante silenzio degli amministratori, al ridimensionamento o alla chiusura di tutte quelle attività che per Acri avrebbero rappresentato un indotto economico non indifferente.
La situazione attuale porta le nuove generazioni a non scegliere di restare ad Acri o ancora peggio sono costretti a spostarsi in altre realtà per trovare lavoro, spostarsi può rappresentare un processo normale di confronto, di crescita, un’occasione di arricchimento e di conoscenza, il vero dramma è che non si dà ai giovani l’opportunità di tornare, spostarsi è diventata una necessità per una prospettiva di una migliore qualità della vita, la necessità di avere servizi che da noi, oramai, sono carenti o inesistenti….
Tuttavia, nella desolante situazione appena descritta, è possibile ancora trovare realtà positive, nate grazie all’iniziativa ed alla determinazione di singoli cittadini.
Tra le cose buone che sono riuscite a sopravvivere e a dare ancora una parvenza di cittadina a quello che altrimenti sarebbe diventato solo un dormitorio, possiamo sicuramente citare gli Istituti di Scuola Superiore. Fra questi sicuramente merita una nota di apprezzamento il nuovo indirizzo Alberghiero, sorto solo due anni fa per iniziativa dell’IIS Ipsia-Iti di Acri, indirizzo che ha riscosso un grande interesse da parte dei giovani, se si pensa che ad oggi conta già circa 120 iscritti, provenienti non solo da Acri, ma anche dai paesi limitrofi, e che dalle tendenze delle iscrizioni sicuramente è destinato ad aumentare nel tempo.
Può rappresentare per il nostro territorio un’occasione di sviluppo economico, peccato che, in questi due anni e mezzo non si è riusciti ancora a trovare una struttura idonea ed adeguata ad ospitare le classi che via via si stanno formando.
Attualmente le aule sono allocate presso la struttura che ospitava la sede staccata del Tribunale di Cosenza, nella quale sono ancora presenti gli uffici del Giudice di Pace e gli uffici dell’INPS. Detti uffici dovrebbero essere spostati per sopperire alla carenza di aule scolastiche e dei laboratori indispensabili ad assicurare un corretto svolgimento delle attività di indirizzo e non pregiudicare la qualità della didattica.
Ricordiamo che l’Istituto è in possesso di tutte le attrezzature che necessitano nei laboratori, nello specifico le cucine, ma rimangono imballate per mancanza di locali ma soprattutto per la negligenza di chi ha il potere e la responsabilità di risolvere questo problema. Si vogliono nascondere, forse, dietro ai presunti problemi burocratici altri obiettivi? E’ possibile sapere quali sono i problemi burocratici che rallentano così tanto la definitiva soluzione a questo problema?
E’ alquanto paradossale che in due anni non è stato fatto nulla, si va avanti con le solite promesse di trovare presto una soluzione, intanto si lasciando gli alunni in una situazione di disagio e le famiglie in una crescente preoccupazione per il leso diritto allo studio dei loro figli.
Vogliamo augurarci che anche questa realtà non diventi un’occasione persa per Acri e che venga risolto al più presto questo increscioso paradosso.

PUBBLICATO 22/10/2018 | © Riproduzione Riservata



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