COMUNICATO STAMPA Letto 2209  |    Stampa articolo

Il Foro Boario non è un luogo qualsiasi

Foto © Acri In Rete
Luigi Caiaro
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In qualità di portavoce del “Laboratorio delle Idee”, sento il dovere – anche alla luce del confronto avuto con numerosi cittadini – di sollevare alcune serie perplessità sulla scelta di realizzare una nuova struttura nell’area del Foro Boario utilizzando i fondi del PNRR. Sia chiaro: nessuno mette in discussione l’importanza dei progetti di inclusione sociale destinati alle persone fragili e in difficoltà.
Offrire alloggi e servizi a chi vive situazioni di disagio è un obiettivo giusto e necessario. Ma proprio perché si tratta di interventi importanti, essi dovrebbero essere accompagnati da scelte urbanistiche lungimiranti e rispettose della storia e della vocazione dei luoghi.
Il Foro Boario non è un’area qualsiasi.
È un luogo che per decenni ha rappresentato un pezzo di storia della nostra comunità, sede del mercato degli animali e spazio profondamente legato alla memoria collettiva degli acresi.
Oggi quell’area si trova inoltre a pochi metri dalla Basilica e dall’anfiteatro: un contesto che avrebbe meritato una visione completamente diversa, capace di valorizzarlo come spazio pubblico, culturale e di aggregazione. Invece, ancora una volta, si è scelta la strada più semplice e meno lungimirante: costruire senza una vera idea di città. I fondi del PNRR rappresentano un’occasione irripetibile per ridisegnare e riqualificare i nostri spazi urbani.
Nel caso del Foro Boario si sarebbe potuto immaginare un intervento di riqualificazione architettonica capace di recuperare la memoria storica del luogo e allo stesso tempo creare uno spazio utile alla comunità e al quartiere.
Un’area pubblica, uno spazio a servizio dell’anfiteatro e della Basilica,uno spazio aperto o una struttura progettata per connettere la città con il suo panorama, agendo come punto di relazione tra luoghi diversi : insomma, un progetto capace di guardare al futuro senza cancellare il passato. Ma questa amministrazione e questa maggioranza continuano a dimostrare una preoccupante miopia politica e urbanistica. Non è purtroppo la prima volta.
Le scelte compiute negli ultimi anni lo dimostrano chiaramente.
A Padia si è ricostruita la scuola dove si sarebbe potuto realizzare un magnifico belvedere capace di valorizzare la straordinaria vista sulla vallata del Mucone.
Così anche nel quartiere Duglia, uno dei più popolosi della città, invece di pensare ad una vera piazza – un luogo di incontro, socialità e identità per i residenti – si è persa l’occasione per dare al quartiere uno spazio pubblico degno di questo nome.
Allo stesso tempo esistono strutture comunali enormi e inutilizzate o sottoutilizzate, come quella della “caserma” che avrebbero potuto essere recuperate e destinate proprio a progetti di inclusione sociale, evitando nuove costruzioni in luoghi che meriterebbero tutt’altra valorizzazione.
Il problema, dunque, non è il progetto sociale in sé.
Il problema è l’assenza di una visione complessiva della città. Continuare a prendere decisioni senza una programmazione urbanistica seria significa compromettere definitivamente la qualità e la bellezza dei nostri luoghi, privando le future generazioni di spazi che avrebbero potuto rappresentare opportunità di sviluppo, cultura e socialità.
Acri merita molto di più di scelte improvvisate e di una gestione miope del territorio.
Merita amministratori capaci di immaginare il futuro senza cancellare la storia.

PUBBLICATO 15/03/2026 | © Riproduzione Riservata



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