OPINIONE Letto 4684  |    Stampa articolo

Acri prima di tutto

Foto © Acri In Rete
Manuel Francesco Arena
condividi su Facebook


Acri, una città come altre ma diversa da tutte. Una terra gloriosa che si sviluppa sui monti della Sila Greca popolata da gente silenziosa e chiusa nella propria rassegnazione del sopravvivere quotidiano.
Acri spinge i suoi figli lontano tramite lunghi viaggi in pullman. Crea pionieri costretti a dare altrove il proprio talento, la propria forza e le proprie idee.
In altre terre e latitudini dove si è più liberi di provare, cadere e rialzarsi in libertà. Senza chiedere e dire per forza “grazie”.
Acri è circondata da bellezza, ma questa il cittadino medio ormai nemmeno la vede più. I paesaggi, i fiumi e la natura circostante sono come dei vecchi che raccontano storie ma chissà perchè nessuno ha più voglia di ascoltarli. La poesia è come fosse secondaria in questa città che dorme il sonno dei tempi all’ombra del proprio ricordo.
Eppure la vita scorre come dovunque.
Le strade profumano di pane appena sfornato, a primavera le margherite riempiono i campi ed i vecchi narrano la loro vita passata in piazza senza malinconie.
Il problema vero che ci sta fregando specie a noi giovani, è il non saper più guardare nuovi orizzonti con occhi asciutti. Il non saper più combattere. L’arrendersi con estrema facilità.
E’ troppo facile gettare la spugna e commiserarsi. Il difficile è resistere a testa alta comunque, consapevoli che dopo la tempesta viene sempre il sole e nell’attesa più che gettarci a terra, bisogna avere il coraggio di ballarci sotto la pioggia come diceva un antico saggio.
Bisogna voltare pagina e prendere più consapevolezza e fiducia. Bisogna viverlo di più il nostro territorio facendo di tutto perché sopravviva e non cada nel baratro, altrimenti le conseguenze in futuro saranno piuttosto gravi e la nostra città diventerà soltanto un piccolo borgo popolato solo da ricordi, rimpianti e pochissimi eletti umani che vivono come specie in via d’estinzione chiusi in una riserva.
Dunque, basta dire la famosa frase “Acri è morta” perché semplicemente Acri è solo un luogo che esiste soltanto sulle carte geografiche e non una persona che mangia e respira.
Semmai esistiamo noi acritani ed a morire moralmente allora saremmo proprio noi come comunità se molliamo. Proprio da questo senso di comunità se si vuol tornare grandi bisogna ripartire. Ripartire da ciò che resta e cose che restano e che tutti ci invidiano per la verità, ce ne sono tante.
Sant’Angelo con la sua basilica, l’ospitalità che ci contraddistingue , il centro storico, le frazioni, la stessa Sila e la lunga storia millenaria solo per citarne alcune.
Ciò ovviamente è un esercizio difficile, ma alla lunga chi la dura la vince e noi acritani nonostante tutto, abbiamo il cuore grande e la testa dura per ricostruire da queste macerie il futuro nostro e dei posteri che verranno l’indomani. Basta solo prendere coscienza che ognuno di noi è un mattoncino fondamentale di questa struttura che deve essere costruita con la malta invisibile dell'orgoglio d'appartenenza.

PUBBLICATO 14/02/2019 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 860  
Meglio la concorrenza
Nel dibattito politico che si è aperto nelle ultime ore ad Acri sulle procedure di affidamento diretto di lavori e servizi pubblici, non si può restare indifferenti. Si tratta di vicende che toccano d ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 3988  
Altro che illazioni: il sindaco continua a fuggire, ma le carte parlano. Ecco la verità
Mi trovo costretto a dover replicare alle dichiarazioni del sindaco Pino Capalbo che, in risposta al mio articolo pubblicato nei giorni scorsi sugli organi di stampa, ha liquidato una vicenda politica ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 670  
''Rendere visibile'' In risonanza con l'opera di Giacinto Ferraro
Vorrei partire da un testo di enorme complessità e ampiezza dello stesso Giacinto Ferraro del 2008 dal titolo La metafora difforme: “la pittura, la mia pittura, si è costituita inconsciamente, in un a ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1233  
Calabria e Mediterraneo. Convegno del Kiwanis Acri e Cosenza
Nella prestigiosa cornice del Palazzo San Severino Falcone di Acri, presso il Caffè Letterario, si è svolto il convegno dal titolo “Calabria e Mediterraneo: il passato che verrà”, p ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 525  
A palazzo Falcone l'orchestra sinfonica del conservatorio di Vibo Valentia
Venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 18,00 presso il Palazzo Sanseverino Falcone di Acri avrà luogo un concerto con l’Orchestra sinfonica del Conservatorio Statale di Musica Fausto Torrefranca di Vibo Val ...
Leggi tutto