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Robur vicit?

Foto © Acri In Rete
Maria Mascitti - Sergio Algieri
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Chi, nella propria araldica, ha il riferimento al termine ‘forza’ prova ad attribuirsi la legittimità della supponenza. Ci sarà riuscito?
La previsione - fatta mesi addietro - che ad Acri potesse esserci un maldestro tentativo teso ad alterare gli equilibri scaturiti delle elezioni amministrative di giugno 2017 non era profetica.
Piuttosto, era la constatazione di un fenomeno in fieri (ed innescato già da tempo!!!), sugellato, nei giorni scorsi, con la sua piena e conclamata attuazione.
Ebbene sì: il consigliere comunale di minoranza (si fa per dire!) - dopo il tentativo andato a vuoto col voto popolare (avendo finanche rischiato di non entrare a far parte del Consiglio Comunale: sono stati appena 17 i voti di lista che lo hanno graziato) - è diventato ufficialmente il ‘facente funzioni’!!!
E’ stato necessario ‘eliminare’ i 4 Consiglieri comunali più votati (Algieri, Mascitti, Caiaro, Intrieri) per consentire la sua promozione a ‘facente funzioni’ del Comune di Acri (ad onor del vero, il consigliere con più voti è ancora lì, impelagato ed imbrigliato in una contesa a tre sulla Presidenza del Consiglio comunale, svilita a squallida e deplorevole mercatura).
Esimio ‘facente funzioni’, non Le sembra che il prezzo per la Democrazia della Nostra Comunità sia oltremodo spropositato? Non Le sembra eccessiva la eliminazione di quattro Consiglieri eletti per consentire il Suo ‘salto di qualità’? Non ce ne voglia, ma i quattro Consiglieri (due poi Assessori) sono sempre stati fermamente e convintamente ed apertamente contrari alla sua investitura per un motivo molto semplice: perché si sono candidati alle Elezioni Comunali ed hanno sostenuto quella che credevano (ovviamente sbagliando) potesse essere la scelta a Lei alternativa. E ci hanno creduto pure gli Elettori!!!
Ma così va il mondo (dalle nostre parti)!
Ella ha affermato in Consiglio Comunale che del Suo “magnifico e progressivo” risultato si parlerà per un po’ sui social e poi tutti se ne dimenticheranno. Ma ne è così sicuro?
Cosa certa è che sull’irreversibile fallimento politico e sulla irrisolvibile inadeguatezza amministrativa dell’eletto c’è oramai un’ampia e copiosa ed approfondita letteratura, compresi Suoi eloquenti precedenti specifici: i giudizi da Ella espressi, in termini chiarissimi e toni altisonanti, in situazioni pubbliche (puranche nel corso di Consigli comunali).
Noi siamo convinti che se l’eletto non ‘regge’ esistono altri percorsi nel sistema delle sane Democrazie: non è necessario né opportuno che l’avversario si sostituisca in corso d’opera (appellandosi, nel vano ed illusorio tentativo di giustificarsi, a supposti revirements politici di portata nazionale); basterebbe andare a nuove elezioni e sostenere chi si ritiene più capace e utile per la gestione della res publica, rimettendo agli elettori la piena libertà e completa responsabilità della scelta!
Di fatto, questa ‘acrobazia’, perfettamente collimante con l’improvvido ed incauto principio di ‘eliminare il dissenso’ tanto caro a taluno, si è rivelata per ciò che realmente è: acquisto sulla piazza di chi è pronto a restituirsi alla controparte nonostante si sia stati avversari/nemici e ci si siano scambiati improperi di uno squallore imbarazzante.
L’effetto gravissimo e deleterio e devastante che ne è derivato non ha precedenti nella storia politico- amministrativa della nostra Città: radicale stravolgimento e totale alterazione dell’equilibrio politico determinato dalla volontà degli elettori, per ciò stesso tradita e vilipesa!


Noi, consapevoli di ciò, avvertiamo la enorme responsabilità di fronte ai moltissimi che ci hanno spassionatamente sostenuto, tanto da sentirci ancor più in dovere di essere presenti e vigilare. Perciò, denunceremo le miserrime operazioni di captazione, con incarichi professionali e parcelle spropositate, a danno di un Comune in dissesto e dei propri cittadini costretti a versare lacrime e sangue; denunceremo i miserissimi assalti alla “diligenza” di quanti mireranno solo a costruire carriere e spazi per sé e per la propria tifoseria; ancor più, vigileremo su qualsivoglia tentativo di mettere le mani sulla Città per soddisfare bisogni esasperati (perché, quando si travalicano i limiti delle regole basilari della correttezza politica, in una cittadina come Acri, ci si può aspettare di tutto).
Si ritengano già scusati consiglieri comunali, assessori, candidati nelle liste, iscritti a partiti che saranno indotti a fare propri gli improperi che ci verranno scaricati addosso (già li immaginiamo davanti ad un computer, impegnati a ‘cliccarli’ e ‘condividerli’ affannosamente e reiteratamente per ‘far salire il numero’): nessuno può essere costretto ad essere eroe (soprattutto quando immaginifiche prerogative, perfino coralmente e collegialmente decantate, autorizzano la espulsione del dissenziente). Siete pure dispensati dal tentare di contattare per spiegare il perché dell’impossibilità a tirarvi fuori!
Mala tempora cucurrunt, sed pejora parantur!

PUBBLICATO 15/02/2019 | © Riproduzione Riservata



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