Caso Valle Crati, cadono le accuse di truffa: prosciolti tutti i ventisei "falsi braccianti"
Redazione
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Si è conclusa positivamente la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolti diversi braccianti agricoli, alcuni del comune di Acri, difesi dagli avvocati Massimo Celso e Luigi Maiorano, nell’ambito dell’inchiesta per indebita percezione di indennità di cui alla richiesta di rinvio a giudizio emessa dalla Procura della Repubblica di Cosenza. All’esito dell’udienza preliminare dell’8 luglio, Il Gip del Tribunale di Cosenza, la Dott.ssa Francesca De Vuono, in accoglimento delle richieste dei difensori degli imputati, ha emesso una sentenza di non luogo a procedere per 26 persone coinvolte nell'inchiesta sui presunti falsi braccianti dell'azienda Valle Crati di Bisignano. Il giudice ha rigettato la richiesta di rinvio a giudizio della Procura per mancanza di una ragionevole previsione di condanna (art. 425 c.p.p.). L'indagine ipotizzava una truffa ai danni dell'Inps tramite giornate lavorative e malattie fittizie tra il 2017 e il 2021 per ottenere indennità indebite. Il collegio difensivo ha espresso soddisfazione, evidenziando che il giudice ha accolto le tesi della difesa sulla mancanza dell'elemento soggettivo del reato e sull'insufficienza delle prove.
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PUBBLICATO 09/07/2026 | © Riproduzione Riservata

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