Prima Nazionale per Dalila Cozzolino nello spettacolo The Speaking Machine
Redazione
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Siamo in un futuro incerto: giorni in cui non sembreremo umani, ma ancora sapremo come essere tristi. Una donna lavora come macchina parlante, un cane umano dà piacere e un padrone di casa attende una promozione.
È un triangolo con più di tre punti. È la storia di una relazione basata sul potere, la dipendenza e, perché no, l’amore. Una storia crudele e romantica dove macchine ed emozioni si fondono in una spirale di eventi alle frontiere dell’esistenza. Sembrano dei perfetti modelli di quell’alienazione che ci ha mostrato Kafka, questi personaggi, in preda all’angoscia esistenziale che si trasforma in brutalità verso se stessi e verso gli altri. Ognuno di noi ha un modo proprio di rappresentare la solitudine, di viverla e di immaginarla. Esiste dunque una solitudine diversa per ciascuno. Protesi nel ricercare all’esterno i significati delle cose, non ci si rende più conto di quanto ci si allontani da sé. Non ci si sente più realmente da soli eppure, specchiandosi realmente, ognuno si vedrebbe diviso. Comportamenti ed oggetti uguali per tutti illudono di poterci far raggiungere l’individualismo ma in realtà inceppano la libertà, ci rendono “macchine”. Si resta sempre da soli. The Speaking Machine combina un mondo grottesco e poetico con una routine quotidiana molto specifica. Esiste la felicità nella solitudine? COMPAGNIA RAGLI. Fondata da Rosario Mastrota, Dalila Cozzolino e Andrea Cappadona, la compagnia debutta con Ragli a Primavera dei Teatri. Seguono: Fine, spettacolo pluripremiato, e Salve Reggina! (finalista a Hystrio Scritture di Scena_35 e al Dante Cappelletti). Lo spettacolo L’Italia s’è desta apre la trilogia sulla smitizzazione della ‘ndrangheta, vincendo, tra gli altri, il Premio Restart Antimafia. Vanno a completare la trilogia Panenostro (Premio Per Voce Sola–Teatro della Tosse di Genova) e Ficcasoldi (Premio Giovani Realtà del Teatro, Civica Accademia Nico Pepe 2013). Del 2014 è Onions, testo scelto da CollaborAzioni e diretto dalla regista O.N. Rabinyan. Nel 2015 debutta La Bastarda, ispirato alla vita di Lea Garofalo. Con daSud nel 2017 inizia la collaborazione per la gestione di ÀP, Accademia Popolare dei Diritti e dell’Antimafia. Tra le ultime produzioni: Border Line e Macbeth. Aut Idola Theatri. VICTORIA SZPUNBERG. È drammaturga e insegnante di sceneggiatura presso l’Institut del Teatre e presso l’Escola Superior de Coreografia de Barcelona. Nel 2000, è stata invitata a partecipare all’International Summer Residency for Emerging Playwrights al Royal Court Theatre di Londra con la sua prima opera teatrale. Da allora, i suoi testi sono stati presentate in diversi festival e teatri nazionali e internazionali. Ha partecipato a progetti teatrali ed educativi ed è una collaboratrice della scuola Patothom per il teatro sociale. Tra le sue opere spiccanoEntre aquí y allá (Lo que dura un paseo), La vetrina, La màquina de parlar, El meu avi no va anar a Cuba, La marca preferida de las hermanas Clausman, Boys do not Cry. |
PUBBLICATO 24/05/2019 | © Riproduzione Riservata

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