NEWS Letto 5596  |    Stampa articolo

Ospedale. E la chirurgia d’urgenza?

Foto © Acri In Rete
Redazione
condividi su Facebook


Apprezziamo l’impegno, per la verità continuo e costante, da parte anche di questa Amministrazione Comunale per tutelare e potenziare il Beato Angelo.
C’è da dire che le varie Amministrazioni che si sono succedute dal 2005 in poi, giunta Loiero, chi più chi meno, hanno dovuto interloquire con diversi dirigenti e commissari.
Un fatto certamente negativo. Ma andiamo alla criticità, secondo noi, più importante; l’assenza del reparto di chirurgia d’urgenza. Può una struttura ospedaliera presente in un centro montano, già di per sé penalizzato dalla posizione orografica, fare a meno del reparto di chirurgia d’urgenza?
Ad oggi questo reparto può contare su tre chirurghi, due anestesisti e pochi infermieri.
Personale qualificato e competente ma insufficiente a garantire, quindi, la chirurgia d’urgenza che, come risaputo, ha bisogno di uno staff medico di almeno 5 chirurghi e 4 anestesisti.
Riteniamo che una grande battaglia debba essere fatta anche per questo tipo di servizio, soprattutto all’indomani di quello che abbiamo vissuto direttamente sulla nostra pelle per un caso urgente che, se ci fosse stato il personale sufficiente, poteva essere risolto in loco.
Invece siamo costretti a raccontarvi l’ennesimo viaggio verso un’altra struttura (questa volta l’ospedale di Rossano, da cui dipende Acri), a bordo di un’ambulanza e percorrendo circa 50 km in un’ora e mezza attraverso la Provinciale Acri-San Giacomo-Foresta (dicono che sia migliore della Provinciale Acri-Sant’Angelo-Santa Sofia-San Demetrio!!!) tra tornanti e dissesti vari.
Un viaggio tortuoso dopo 6 ore di Pronto Soccorso dove i medici, bravi e professionali, hanno effettuato l’intero iter che bisogna seguire in questi casi (compreso il consulto chirurgico) per poi emettere la diagnosi. Quindi l’accesso al reparto di chirurgia dell’ospedale di Rossano, (fortunatamente vi erano posti disponibili altrimenti chissà quale sarebbe stata la destinazione) diretto dal dott. Guzzo, non nuovo ma confortevole, grazie anche alla presenza di aria condizionata e di numerosi servizi igienici ma soprattutto dotato di tantissime professionalità, medici, OOSS ed infermieri, in grado di dare le giuste risposte, così come accaduto attorno alle 18, ovvero dopo 10 ore dal primo accesso al Pronto Soccorso dell’ospedale di Acri.
Fortunatamente tutto è andato bene ma ci sembra un tempo di attesa molto lungo ma soprattutto ci sembra un iter inconcepibile ancora di più se la patologia in essere è grave e merita tempi di risposta molto ridotti.
Non riattivare la chirurgia d’urgenza significa anche mortificare gli operatori locali, che sarebbero in grado di intervenire su casi complessi, e penalizzare una vasta comunità la cui sicurezza è messa seriamente a repentaglio.
Insomma, un ospedale come il Beato Angelo, un territorio vasto e difficile non può fare a meno di una chirurgia di urgenza come accadeva circa dieci anni fa.
E’ risaputo che un ospedale è “vivo” ed è importante quando può contare su un Pronto Soccorso ed un reparto di chirurgia.
Scura non lo ha capito, lo capirà Cotticelli?

PUBBLICATO 10/07/2019 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 404  
Vannacci tua
La storia dell’umanità è stata sempre ricca di uomini che hanno preso decisioni sul corpo delle donne. In genere, è stato fatto sempre con aria solenne da chi crede di inaugurare una nuova era. Per se ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 439  
Prima la visione, poi i nomi: il civismo non si fa dettare l'agenda (né il candidato)
La corsa solitaria, la fretta di autocandidarsi a sindaco e le uscite a mezzo stampa rischiano di riprodurre proprio quel modello di gestione padronale della cosa pubblica da cui Acri ha urgente neces ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 616  
Il consenso non è un abbonamento
Sono contrario al terzo mandato per i sindaci. Non per una sfiducia nei confronti di chi amministra, né perché ritenga che l’esperienza accumulata in anni di governo sia un elemento negativo. Al contr ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 740  
La città che vorrei
È tanto tempo che non scrivo articoli pur seguendo sempre quelle che sono le notizie belle o brutte sul nostro bel paese. Come ogni anno vengo giù per le mie ferie e vengo giù non soltanto per la mia ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 966  
Acri e l'eterogenesi dei fini: dividersi per battere Capalbo ed invece rafforzarlo
Ad Acri vale una legge non scritta: più gli avversari di Pino Capalbo si mobilitano per farlo perdere, più finiscono, dividendosi, per garantirgli la vittoria. È l'eterogenesi dei fini : l'azione che ...
Leggi tutto