OPINIONE Letto 5378  |    Stampa articolo

Ecoballe e supercazzole

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
condividi su Facebook


In principio fu il detto: “Anche l’occhio vuole la sua parte!” Nato per indicare che una qualsiasi cosa, per avere buone probabilità di successo, deve presentarsi bene.
Regola” sacrosanta che nel tempo i ciarlatani, categoria nata prima di Cristo per imbrogliare gli allocchi, hanno affinato e poi applicato alla perfezione.
Si sono specializzati infatti “nell’infiocchettare” con molta cura prodotti di scarsa qualità, se non addirittura inutili o dannosi, per poi venderli a caro prezzo a ingenui acquirenti.
Nell’era della comunicazione digitale, i ciarlatani sono in qualche modo stati sostituiti dai più “creativi” ricercatori di nuovi termini, utili per confondere la gente così da poter continuare a fare beatamente i loro “affari” o di chi li paga, magari spacciando feccia per ottimo vino novello.
Qualche esempio: tra un Inceneritore di spazzatura indifferenziata, o un termovalorizzatore cosa scegliereste per la vostra città? Probabilmente il termovalorizzatore.
In realtà entrambi sono e fanno la stessa cosa, ovvero bruciano monnezza. Converrete però con me che il “termovalorizzatore” sembra faccia tutt’altro, e comunque lo faccia con più “classe”, conferendo alla faccenda un "valore" aggiunto! E ancora: per il vostro territorio accettereste più un’isola ecologica o una “ampia zona adibita alla raccolta della spazzatura, compresa quella indifferenziata”?
Naturalmente sono la stessa cosa, però anche in questo caso il lessico fa la differenza, L’isola ecologia sembrerebbe una "isola felice", un posto per la tutela ambientale, o sbaglio?
Parliamo dell’ecodistretto (complimenti al “creativo” che ha coniato il termine). Ovviamente chiamarlo, per esempio, “area adibita alla raccolta e alla gestione della spazzatura, indifferenziata e non, proveniente da tutta la provincia”, non sarebbe stata la stessa cosa non vi pare? Non solo, avrebbe creato forse non poco allarmismo, e questo per i “manovratori” non è mai una buona cosa.
State tranquilli però, non c’è da preoccuparsi. Ma per carità, è tutto sotto controllo!!
Immagino che, a suo tempo, abbiano detto anche questo agli abitanti di Brescia quando hanno proposto la costruzione dell’inceneritore, o ai cittadini di Taranto prima di dare il via all’acciaieria.
A distanza di molti anni, con la spaventosa incidenza di gravissime malattie che si registrano nelle due città, non so se i cittadini rifarebbero la stessa scelta, nonostante i tantissimi posti di lavoro ottenuti.
Del resto, che senso ha guadagnare con fatica i soldi per poi spendere i risparmi per curarsi come sta accadendo ai tanti cittadini di queste due città? Non vi pare?
Si dice che la nostra città abbia in passato perso altre occasioni importanti per aver detto no alla costruzione di un carcere e alla strada di collegamento con Cosenza.
Dal mio punto di vista credo che questa sia una riflessione fuorviante. Paragonare i benefici di un centro di detenzione o di una strada con un centro per la raccolta dei rifiuti, detto “simpaticamente” ecodistretto, è come voler paragonare (perdonate la poca eleganza!) la cioccolata con la cacca, magari solo perché hanno lo stesso colore!
Riuscite ad immaginare, ad esempio, il numero spropositato di decine e decine camion che viaggerebbero ogni santo giorno in andata e ritorno sulla tratta Ponte Mucone-Cocozzello-Acri.
Siete veramente convinti che vi siano le condizioni adeguate di viabilità? Pur ammesso che vi fossero (e non vi sono!) non vi pare che si porrebbe solo per il trasporto un grave problema di inquinamento della qualità dell’aria che andremmo a respirare? Siete sicuri che ciò non determinerà alcuna conseguenza per la salute? Ne siete veramente convinti?
Inoltre, il cosiddetto ecodistretto, già chiamarlo enorme pattumiera sarebbe più coerente, probabilmente dovrà dotarsi una sua “discarica di servizio” per i rifiuti indifferenziati e negli anni vedrebbe al suo interno “transitare” migliaia di tonnellate di spazzatura “provinciale”.
Tutto ciò, secondo alcuni ciarlatani, non avrebbe nessun impatto sulla qualità dell’ambiente circostante.
Sicuramente, trattasi di supercazzola! Mentre la più grossa ecoballa è che in questo caso non vi sarebbero conseguenze per la salute. Chi può dirlo!
Intanto, la penultima e la terzultima città in graduatoria, rispettivamente Castrovillari e Acri, quelle che praticamente avevano scarsissime possibilità di ospitare tale struttura (bruttura) sono le uniche rimaste in lizza. Strano!
Come mai le altre rinunciano alle “meravigliose” opportunità? Non saranno mica dei fessi?

PUBBLICATO 25/07/2019 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

FOCUS  |  LETTO 460  
Focus enogastronomia. I 50 anni del Panoramik
Il prossimo 28 agosto il ristorante – pizzeria Panoramik taglia un importante traguardo: i 50 anni di attività. Innovazione e tradizione portanti avanti oggi da Salvatore e Alessandra a rappresentare ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1347  
Caro Prof
Caro Prof, sono passati quasi otto mesi. Otto mesi nei quali la nostra comunità ha continuato a ricordarti in tante occasioni, forse cercando di colmare con le parole il vuoto che hai lasciato. Quell ...
Leggi tutto

FUORI ROTTA  |  LETTO 530  
Quella meridionale una questione sempre attuale
La storiografia e l'insegnamento scolastico, protrattisi per più di un secolo e mezzo, hanno generalmente presentato l'unificazione italiana come un imperativo storico, contrapponendo un Meridione in ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 486  
Presentato “Il sole che amerai”, nuovo romanzo di Manuel F. Arena
Nella suggestiva ed evocativa cornice del Chiostro di San Domenico, nel pomeriggio di giovedì 20 agosto, mentre il sole vero si apprestava a tramontare, è stato presentato “Il sole che amerai” di Manu ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 579  
La panchina rossa e il peso del silenzio: un invito alla comunità acrese
I recenti e drammatici episodi di cronaca legati ai femminicidi tornano a interrogarci con violenza. Di fronte all'ennesima vita spezzata dalla violenza di genere, il rischio più grande per una comuni ...
Leggi tutto