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Ecodistretto. A preoccupare è il suo esercizio non la tecnologia

Foto © Acri In Rete
Francesco Foggia
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Non penso che le remore e le preoccupazioni dei cittadini per l’impianto dell’ecodistretto, in località Chianette di Acri, dipenda dall’insufficiente informazione che essi potrebbero avere sul processo della lavorazione dei rifiuti solidi urbani (RSU). L’Amministrazione comunale (e i consiglieri di maggioranza) di Acri possono fare a meno di incaricare specialisti del ramo per diffondere la conoscenza del funzionamento dell’ecodistretto perché i cittadini non devono diventare specialisti del settore né possono accollarsi le spese per il proprio “indottrinamento” sul tema. Senz’altro, non è colpa della loro ignoranza se i depuratori di Acri, della Calabria e di tante altre Regioni sono fermi o non funzionano secondo i dettami progettuali. A monte ci dovevano essere (e ci sono) ragioni ecologiche e sanitarie che giustificavano i contributi delle conoscenze tecnologiche. Ma queste conoscenze tecnologiche per un buon 50% (ad essere buono) sono tenute nel cassetto dalla mano (e mente) dell’uomo. I fanghi rossi che sono fuoriusciti dalla centrale Enel del Mucone, 1° salto, come sono stati smaltiti? Girando le pietre per non essere visibili.

PUBBLICATO 21/08/2019 | © Riproduzione Riservata



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