NEWS Letto 11246  |    Stampa articolo

Sanità. Asp nel caos. Nessuna la vuole dirigere. Ripercussioni sul Beato Angelo

Foto © Acri In Rete
Roberto Saporito
condividi su Facebook
È inutile suonare qui non vi aprirà nessuno, il mondo l'abbiam chiuso fuori con il suo casino…
Prendiamo in prestito le prime due strofe di “Soli”, nota canzone di Celentano.
Soli, sono lasciati medici, infermieri e direttori sanitari.
E’ inutile recarsi in via Alimena i dirigenti non ci sono. Ma non perché sono in ferie.
La situazione dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza si è aggravata ancora di più e oggi siamo alla paralisi più totale con una vacatio nella direzione generale e senza alcuna rappresentanza legale.
Nessuno vuole ricoprire il ruolo di direttore generale.
Nel frattempo mancano farmaci, gli stipendi dei medici di famiglia sono bloccati, chiudono alcune sale operatorie degli ospedali.
A denunciarlo è il consigliere regionale Carlo Guccione.
Dopo le dimissioni – spiega – di Sergio Diego, le cose non sono cambiate.
Anzi, uno scambio di comunicazioni ufficiali tra il commissario ad acta per il Piano di rientro Saverio Cotticelli, il dirigente generale del Dipartimento Tutela della Salute della Regione, Antonio Belcastro, il dirigente reggente dimissionario dell’Asp Sergio Diego e il referente sanitario Guglielmo Cordasco fa capire con chiarezza che la situazione è più che peggiorata.
Il 26 agosto, Cotticelli, comunica a Sergio Diego, Guglielmo Cordasco e Antonio Belcastro, la proroga dell’incarico del dott. Guglielmo Cordasco, quale referente sanitario fino a data da destinarsi.
Siamo alla tragicomica se non fosse che ci troviamo di fronte all’Azienda sanitaria provinciale tra le più grandi d’Italia che gestisce tre ospedali Spoke e una popolazione di 750mila abitanti.
Oggi questa situazione
– conclude Guccionerischia di mettere in serio pericolo la salute dei cittadini e si configura un’interruzione di pubblico servizio visto che in questo momento non c’è nessuno a capo di questa importante Asp.
Insomma, se le cose non funzionano al Beato Angelo è perché la situazione è drammatica nei posti di comando e di scelte.
E’ inutile prendersela con medici ed infermieri, con sindaco ed assessore.
Non vorremmo essere al posto del direttore sanitario, Cozzolino che, ad oggi, non ha interlocutori e tra poco, probabilmente, dovrà rivolgersi al Santo a cui è intitolato il presidio.

PUBBLICATO 30/08/2019 | © Riproduzione Riservata





Ultime Notizie

NEWS   |  LETTO 660  
Calabria Film Commission. Minoli è il Commissario
Un nome di prestigio che non ha bisogno di presentazioni, scelto dal Presidente Jole Santelli per poter traghettare la Calabria, bella di paesaggi e ricca di competenze, verso i grandi mercati ...
Leggi tutto

NEWS   |  LETTO 585  
I luoghi del cuore del Fai. C’è anche il Rione Picitti
La campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal Fondo Ambiente Italiano, permette di votare anche l’antico quartiere acrese. ...
Leggi tutto

CURIOSITA'  |  LETTO 1070  
Curiosità. In Sila il Caciocavallo che piaceva a Garibaldi
Chi ci segue con attenzione, può constatare che ci piace scrivere anche delle tante cose belle ed interessanti... ...
Leggi tutto

POESIA  |  LETTO 464  
Sull'amore
Camminando in un bosco vidi un albero e fui richiamata dalla sua energia, mi avvicinai e gli dissi: "Mio dolce amico... ...
Leggi tutto

ENTROTERRA  |  LETTO 413  
Entroterra è il nostro dèmone
Sono nata e sono vissuta fino alla maggiore età a Catania, una città bella, moderna, grande e urbanizzata (così la consideravo prima di visitare decine di altre città europee) sul mare di una grande r ...
Leggi tutto