I fatti della settimana. Mascherine, codardia, coraggio
Redazione
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Iacchitè (termine utilizzato nella città di Cosenza per esprimere stupore) che settimana che è stata!
Politica. La prima pagina spetta alla politica ed in particolare alla maggioranza che governa la città. All’interno di essa (che ci vorrebbe a propria immagine e somiglianza) il clima è tutt’altro che sereno, e la colpa non è certo di questa testata giornalistica che non ha fatto altro che raccogliere (in privato) le lamentele di tutti consiglieri (non siamo tenuti a pubblicare i nomi) nei confronti di sindaco ed assessori, quest’ultimi accusati di incompetenza e scarsi risultati. Davvero grottesco ed imbarazzante. Non è, quindi, Acri in Rete che destabilizza la maggioranza, ad un passo dall’implosione, ma, evidentemente, sono i consiglieri che la compongono, quelli stessi che a noi dicono una cosa eppoi, nelle sedi opportune, riunioni istituzionali, si comportano in modo completamente diverso dimostrando codardia ed incoerenza e di non avere spina dorsale a tal punto da sottoscrivere un documento (escluso uno) imbarazzante e ridicolo nel mentre le tante questioni restano aperte e irrisolte. Crediamo, considerato il periodo, che per alcuni consiglieri di maggioranza sia arrivato il momento di togliere la mascherina (quella calabrese di Giangurgolo*), di essere più trasparenti e corretti, la gestione del Comune, per giunta in dissesto (a causa di anomalie riscontrate dalla Corte dei conti nei bilanci 2011 e 2012, amministrazione Trematerra-Maiorano ed assessore Vigliaturo) non è uno scherzo di Carnevale. E visto che ci siamo, diciamo a costoro che non accettiamo lezioni né di stile nè di comportamento, vogliamo essere solo e soltanto cronisti, quindi ci piace raccontare i fatti, la verità e le indiscrezioni mentre le opinioni ed i giudizi li lasciamo ad altri. Negli anni passati, Acri in Rete ha subito esposti (inopportuni e cestinati) ma mai ha intrapreso uno scontro personale con gli autori (segretari di partito, assessori, sindaci), ha continuato a svolgere il proprio ruolo con equilibrio e spirito di proposizione e critica verso tutti. Il momento delicato, a nostro avviso, imporrebbe a tutti i soggetti coinvolti, cautela, confronto, rispetto, toni bassi e non giammai scontro, irritazione, insolenza. Non vogliamo ergerci neanche a maestri di giornalismo o di altro, seppure, a differenza di altri cronisti, abbiamo titoli e requisiti che ci hanno permesso, ci permettono e ci permetteranno di salire in cattedra e di partecipare, e spesso di vincere, bandi e concorsi al fine di ricoprire ruoli gratificanti e redditizi attinenti agli studi universitari che abbiamo fatto. Comprendiamo l’amarezza e la rabbia di chi, pur con alle spalle anni ed anni di studio ed in età avanzata, è costretto a svolgere lavori imbarazzanti, avvilenti ed improduttivi, a loro auguriamo un futuro migliore. Spettacoli. Un plauso lo rivolgiamo a Giulia Zanfino, giornalista freelance ma anche regista, prossimamente impegnata nella realizzazione di un docufilm sulla figura e sull’attività di Giovanni Losardo, politico e uomo impegnato nel sociale, ucciso a Cetraro nel 1980. La Zanfino e l’associazione ConimieiOcchi, hanno partecipato ad un bando regionale e sono stati premiati, crediamo anche per il coraggio di parlare di uno dei delitti eccellenti e rimasti ancora impuniti. Bravi. Microcriminalità. Una serie di episodi stanno procurando allarme e preoccupazione tra i cittadini. Ci auguriamo che gli organi preposti, possano mettere in campo valide azioni di contrasto. |
PUBBLICATO 23/02/2020 | © Riproduzione Riservata

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