A proposito di rete internet gratuita
Vincenzo Rizzuto
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Io credo che sia venuto il tempo, finalmente, di porre il problema della gratuità di accesso alla rete internet, le cui prestazioni sono straripanti di annunci pubblicitari, che prepotentemente affollano ogni collegamento appestando, come le trasmissioni radio-televisive, ogni malcapitato fruitore.
Atteso che oggi nessuno può fare a meno della rete telematica: dallo studente universitario all’alunno delle scuole elementari, dal cliente della banca all’uomo della strada come soggetto obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi o addirittura interessato a prenotare prestazioni sanitarie, risulta evidente l’urgenza e la necessità di dare a tutti la possibilità di collegarsi alle grandi autostrade informatiche, ovunque si trovino a vivere, in sperdute contrade di campagna o in grandi, caotici centri urbani. Mi pare che questo Governo qualche tempo fa abbia provato a dare la possibilità ai comuni di lanciare il segnale di wi-fi gratuitamente a tutti, ma l’offerta evidentemente non è stata largamente accolta dai Sindaci, forse perché la maggior parte di loro è assillato da ben altre preoccupazioni, come i bilanci in rosso fuoco, le montagne di immondizia che ostruiscono pure la percorribilità delle strade, la scarsità di acqua potabile per molte parti della popolazione, la difesa del suolo dilaniato da folli interventi urbanistici, la sanità pubblica, che viene sempre più inginocchiata da politiche regionali mafiose, rivolte ad ingrassare con laute convenzioni, ogni giorno di più, una ragnatela fittissima di cliniche private, gli edifici scolastici i cui tetti troppo spesso cadono addosso a studenti e professori come, ahimè, è accaduto e accade ancora!, per citare solo alcune delle problematiche che ogni giorno subiamo ovunque. Ebbene, proprio per tutte queste emergenze sociali, oggi si è resa necessaria l’apertura a tutti delle grandi vie della comunicazione informatica come è stato fatto per le trasmissioni radiofoniche, perché solo con la gratuità dell’accesso ad esse potrà essere assicurata a tutti la fruizione di una democrazia diffusa, così come sosteneva il compianto Stefano Rodotà come studioso antesignano dei grandi rivolgimenti cui avrebbe portato la rivoluzione informatica. L’accesso alla libera informazione ormai non può essere privilegio dei più abbienti; in caso di calamità, come con il coronavirus oggi, non si può assistere solo chi è in grado economicamente di connettersi e scambiarsi informazioni indispensabili alla sopravvivenza; tutto questo si configura come una vera, incontrovertibile discriminazione sociale, che mina dalle fondamenta il tessuto democratico. Per tutti questi seri motivi sarebbe forse necessario e auspicabile la nascita di un vero e proprio movimento di rivendicazione politico-sociale-culturale, in grado di portare avanti una battaglia pacifica ma ferma per il riconoscimento del diritto all’accesso gratuito ad internet. I costi sociali relativi sarebbero ampiamente giustificati dai benefici che ne deriverebbero per tutti. |
PUBBLICATO 17/03/2020 | © Riproduzione Riservata

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