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Il paradosso. L'azienda ospedaliera ha i soldi ma non li spende

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Maurizio Feraudo
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La gara di solidarietà scatenata da questa maledetta pandemia, che vede associazioni, privati cittadini, organizzazioni di vario tipo, ecc. in prima linea nelle azioni di sensibilizzazione per il reperimento di fondi da destinare alle strutture ospedaliere, ormai al collasso, mi induce a questa pubblica denuncia, consapevole che i mali della sanità calabrese si annidino innanzitutto nella sua sciagurata e superficiale gestione, oggi come ieri.
Lo faccio perché voglio che si sappia che in questo particolare momento storico, dove anche un piccolo contributo economico può rappresentare un gesto di speranza e di sollievo per i tanti operatori sanitari e per chi è ricoverato in ospedale, l'Azienda Ospedaliera di Cosenza ha disponibilità di somme, di cui ne è perfettamente a conoscenza, che non si è mai preoccupata, da oltre 5 anni, ad incamerare. Si tratta di una vicenda professionale che ho seguito in prima persona come legale di un cittadino che, nel 2014, andava debitore nei confronti dell'Azienda Ospedaliera di poco più di 23mila euro, 23.327,94 euro con esattezza, a titolo di canoni di affitto che venivano rifiutati dall'Ente, tanto da rendersi necessaria una procedura giudiziaria per affermare, con sentenza, che quella somma doveva essere incassata dalla creditrice.
Ebbene, come risulta dal documento che allego, dal 3 dicembre 2014 questa importante somma è depositata presso l'Ag. 1 di Banca Carime di Cosenza - Via 24 Maggio, oggi peraltro chiusa, e mai, fino ad oggi, l'Azienda Ospedaliera si è preoccupata di chiedere il titolo di pagamento che custodisco nel mio studio.
La vicenda rasenta il paradosso ed il grottesco se si aggiunge che, nel contesto di altra vicenda giudiziaria, il 19 novembre scorso ho rappresentato verbalmente tale circostanza al Commissario straordinario dell'ente ospedaliero il quale, al pari dei suoi predecessori, non risulta essersi attivato per portare la somma nel patrimonio dell'Azienda che, così, rimane inutilmente depositata presso la banca.
Non so quanti ventilatori o quante mascherine possano comparsi con 23.300 euro circa, ma so di certo che oggi questa somma potrebbe essere utilizzata per salvare qualche vita. Invece rimane ferma nelle casse di una banca.



PUBBLICATO 26/03/2020 | © Riproduzione Riservata



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