Breve storia dell’inquisizione e microfisica del potere. Prima parte
Gaia Bafaro
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“Perché si possa dare un’autentica e liberante esperienza di verità occorre aprirsi senza timore allo spirito dell’eresia. È la messa in dubbio, l’interrogazione inquieta, l’indagine che procede senza predeterminare già quale debba essere il risultato finale, a costituire il metodo verso la verità che libera. Eresia e verità sono contrarie e incompatibili solo per il potere, ma non lo sono in alcun modo per la ricerca del vero, del bene, del giusto.” Vito Mancuso. Dovremmo soffermaci di più sulle cose. Molto spesso siamo superficiali, ci accontentiamo di quello che vediamo o che ci costringono a vedere. Ci fermiamo alle apparenze. Tutto quello che è stato scritto o detto, tutto ciò che l’uomo ha costruito con le sue mani, la storia stessa degli uomini, andrebbero analizzati con attenzione. Bisognerebbe informarsi e informare sul passato per cercare di migliorare il presente. Tuttavia, oggi, siamo mal informati e il nostro cervello viene abilmente manipolato e lavato continuamente da coloro che detengono le redini della società. Il potere ci avvolge nella morsa di un ristretto gruppo di persone che hanno la capacità di intervenire e decidere per, e sulla, moltitudine del popolo. L’esercizio del potere abbraccia ogni nostro settore di vita, una reazione a catena che coinvolge piccoli e grandi aspetti del quotidiano. L’origine del potere politico viene visto da Hobbes come volontaria cessione di libertà in vista di processi di autoconservazione, un atto necessario per non dare spazio alla cosiddetta anarchia ed al disordine. Ma la realtà appare comunque molto più complicata delle aspettative e spesso il potere cammina di pari passo con quella che definiremmo corruzione, delineando cosi, inevitabilmente, la formazione di due classi: Quella degli oppressi e degli oppressori, la dicotomia vittima/carnefice, dove la ricerca del benessere del singolo conduce alla degenerazione morale. Tutto si ripete ciclicamente durante i secoli, cambiano solo i personaggi ma non i crimini. Si tratta di corsi e ricorsi storici, un circolo vizioso da cui non è possibile uscire e dal quale l’uomo non riesce a svincolarsi. Sembra tanto che la cosiddetta “umanità” non susciti interesse quanto la voglia di essere “potenti” e che le questioni dello spirito siano solo una maschera per ricoprire le proprie voglie di materia. Oggi si parla di democrazia e di libertà, di voce al popolo ma tutto ciò è solo utopia, labili concetti difficili da concretizzare. Leonardo Sciascia durante un’intervista afferma: “I tre poteri che dovrebbero restare indipendenti si sono riuniti nella partitocrazia, i partiti fanno le leggi, le fanno eseguire, le fanno giudicare, quando c’è questo una democrazia non esiste più.” Stato, Chiesa, Mafia pensano a tutelarsi e a far si che le cose non cambino, tramite terrore diretto o indiretto e tutto ciò gli riesce bene soprattutto perché la maggior parte del popolo ancora oggi è ignorante, ancora oggi ha necessità di idoli religiosi e sembra concentrarsi su cose sbagliate. Sostanzialmente siamo poco attenti, troppo distratti. Nietzsche nell’Anticristo a riguardo della religione e del suo ostacolare la cultura dichiara: “La scienza è il proibito in sé, è il primo peccato, il seme originale, il peccato originale. La morale è soltanto questa. << Tu non devi conoscere>>. L’uomo non deve pensare ed il prete inventa il bisogno, la morte, la fatica, la malattia, nient’altro che strumenti della lotta contro la scienza! ” La storia dell’Inquisizione e degli eretici è una di quegli aspetti che andrebbero maggiormente approfonditi, bisognerebbe essere a conoscenza di come la bramosia di potere possa condurre gli esseri “umani” a pensare le più spietate crudeltà, di come anche ciò che viene definito “SPIRITUALE” sia intriso sino alla nausea di ciò che definiremmo “MATERIALE”. Sempre Nietzsche nell’ L’Anticristo parlando dei preti della Chiesa afferma: “La disobbedienza verso Dio ,vale a dire verso il prete, verso <
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PUBBLICATO 21/08/2020 | © Riproduzione Riservata

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