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Più disservizi che servizi

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Una comunità, anzi un medio-piccolo centro, vive se in esso sono presenti servizi, ovvero uffici, scuole, imprese.
Altrimenti è destinato a diventare un borgo.
Seppure suggestivo e attraente.
Ma l’economia langue, il tessuto sociale si impoverisce ed i disagi, per i residenti, sono pesanti.
Nel corso dell’anno Acri ha perso numerosi servizi mentre quelli attuali funzionano a singhiozzo.
Perché?
Negli ultimi mesi i cittadini sono costretti a recarsi altrove per risolvere determinate questioni.
L’ufficio delle agenzie delle entrate, sito nel cuore del centro storico, sarà chiuso fino al 24 ottobre, l’ufficio del lavoro è momentaneamente soppresso dopo l’inaugurazione in grande stile e le tante promesse anche da parte degli organi provinciali, alcune prestazioni dell’ospedale sono erogate a giorni alterni con tempi di attesa lunghi, l’ufficio Inps è aperto solo tre volte alla settimana.
Di recente, i docenti hanno dovuto effettuare il test sierologico presso una struttura di Montalto.
Insomma, pare che per molti servizi dobbiamo munirci di auto e percorrere la ss660 per recarci nel capoluogo o quando va bene nell’area urbana.
Vi sembra normale e giusto?

PUBBLICATO 02/10/2020 | © Riproduzione Riservata



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