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Calabria

Foto © Acri In Rete
Simona Cozzetto
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Un giorno feci un viaggio! Il mio percorso inizio' nei vicoli di San Nicola Arcella, dove un Belvedere mi fece puntare gli occhi dritti verso l'Isola di Dino, incorniciata nella sua bellezza esaustiva e verace e difronte la grotta del Saraceno e dell'Arcomagno.
Scesi piu' giu' e iniziai a nuotare nelle splendite acque della grotta azzurrra, dove I colori rispecchiavano I minerali scalpiti dal tempo.
Decisi di proseguire e andando sempre verso Sud, i miei occhi furono colpiti dalla visione di un Castello imponente e importante: era il Castello della Valle a Fiumefreddo Bruzio, dove all'interno venivano custoduti gli affreschi di Salvarore Fiume, artista del primo 900 di fama mondiale.
Ma curiosa del mio viaggio, continuai a percorrere quello stivale di storia e cultura, impreziosito da tanti borghi e territori incastrati nel tempo, ma pur sempre importanti da rivalutare e ripristinare con svariati progetti, pazienza e tempo.
Arrivai a Mammola, il Musaba era li da sempre, creato con amore e impegno.
Nik Spatari ne fece un largo esempio, di amore per il terrirorio e una costruzione imposta per crearne un progetto per un futuro imponente.
Tra i Bronzi di Riace e quelle sculture segni del presente, non mi restava altro che ricordare anche quegli scrittori e quegli artisti, Calabresi veraci di grande esempio, come Corrado Alvaro, Tommaso Campanella, Gioacchino da Fiore o il Padula, poeta e scrittore di ogni forma e di ogni momento!
Se l'arte era nostra amica e la storia era li che prendeva forma, non potevo che proseguire per ricordare la mescolanza di lingue e culture arberesche che molti dei paesi calabresi ebbero nel tempo. Ma ancora non ero sazia di tanta visione e bellezza, e come una principessa in viaggio, cercai di raggiungere così tanti Castelli, come quello Aragonese di Le Castelle, quello Normanno Svevo di Morano Calabro, quello Ruffo di Scilla e tanti altri, medievali e non, che impreziosiscono storicamente la nostra Calabria.
Come uno story-bord, cercavo di raccogliere piu' immagini possibili di una Calabria, forse, dimenticata dal tempo, ma così bella da non poterla lasciare li, senza fare nulla e senza, almeno, provare a riprenderla.
Ma il mio viaggio non era ancora terminato, perche' dal Pollino, fino al Parco Nazionale della Sila e per quello dell'Aspromonte, mi resi conto che, infine, non era cosi piccola e limitrofa, una Calabria degna di più senso e di più amore per provare, almeno, a 'DIFENDERLA'.

PUBBLICATO 23/10/2020 | © Riproduzione Riservata



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