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Cammina Italia, per riabitarla

Foto © Acri In Rete
Fabrizio Barca
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Reportage lento tra le “rughe” del paese. Ero pochi giorni fa sulla via Vandelli, che Francesco III d’Este volle costruita a metà ‘700 per collegare il suo Ducato di Modena e Reggio a quello di Massa, appena acquisito.
Solo un gigante poliedrico come Domenico Vandelli, abate, letterato, ingegnere, matematico, poteva superare sia l’Appennino che le Apuane, due volte oltre i 1600 metri, per correre lungo lo stretto budello che collegava i due ducati, senza sconfinare.
E, per farlo, inventare le curve di livello, le isoipse, con cui da allora costruiamo il nostro camminare nelle terre rugose.
Ero lì perché un fisico della materia, Giulio Ferrari, dopo pubblicazioni scientifiche importanti, ha colto il desiderio di un numero crescente di tutti noi di tornare a vivere i luoghi come punti di un cammino, non come monadi autoreferenziali, e ha “riscoperto”, ridato visibilità a questa strada.
Ero lì perché Alfredo di Giovampaolo, un giornalista che indaga le rughe con la lente e il drone, ha preso a narrarle con potenza attraverso una trasmissione Rai che oggi assume gran rilievo, “Cammina Italia”.
Ero lì perché con molti altri in questi anni ho provato ad adattare le politiche di sviluppo alla potenzialità di questi luoghi, alla logica dei cammini e delle alleanze fra Comuni, scuole, imprese, cittadini.
Con una strategia… delle aree interne. Non si tratta di calare su questi luoghi ricette pensate da fuori, uguali per tutti.
Ma di cogliere le potenzialità esistenti, oggi addirittura accresciute dalla reazione di tutti noi alla crisi sanitaria: nelle produzioni agro-silvo-pastorali ad alto valore aggiunto; connesse alla cultura; connesse ai servizi di cura; connesse al turismo esperienziale.
E di rimuovere gli ostacoli che giovani e meno giovani incontrano nel vivere in questa parte rugosa del paese, realizzando scuole di qualità, servizi socio-sanitari di territorio, copertura digitale, mobilità flessibile, accesso spedito a terre inutilizzate. Si può fare. Sta avvenendo in molti territori grazie al formicolio politico-sociale che tiene vivo il Paese.
Deve diventare pratica di sistema, di una classe dirigente nazionale più curiosa, empatica, coraggiosa e colta.

PUBBLICATO 30/10/2020 | © Riproduzione Riservata



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