OPINIONE Letto 3204  |    Stampa articolo

Cammina Italia, per riabitarla

Foto © Acri In Rete
Fabrizio Barca
condividi su Facebook


Reportage lento tra le “rughe” del paese. Ero pochi giorni fa sulla via Vandelli, che Francesco III d’Este volle costruita a metà ‘700 per collegare il suo Ducato di Modena e Reggio a quello di Massa, appena acquisito.
Solo un gigante poliedrico come Domenico Vandelli, abate, letterato, ingegnere, matematico, poteva superare sia l’Appennino che le Apuane, due volte oltre i 1600 metri, per correre lungo lo stretto budello che collegava i due ducati, senza sconfinare.
E, per farlo, inventare le curve di livello, le isoipse, con cui da allora costruiamo il nostro camminare nelle terre rugose.
Ero lì perché un fisico della materia, Giulio Ferrari, dopo pubblicazioni scientifiche importanti, ha colto il desiderio di un numero crescente di tutti noi di tornare a vivere i luoghi come punti di un cammino, non come monadi autoreferenziali, e ha “riscoperto”, ridato visibilità a questa strada.
Ero lì perché Alfredo di Giovampaolo, un giornalista che indaga le rughe con la lente e il drone, ha preso a narrarle con potenza attraverso una trasmissione Rai che oggi assume gran rilievo, “Cammina Italia”.
Ero lì perché con molti altri in questi anni ho provato ad adattare le politiche di sviluppo alla potenzialità di questi luoghi, alla logica dei cammini e delle alleanze fra Comuni, scuole, imprese, cittadini.
Con una strategia… delle aree interne. Non si tratta di calare su questi luoghi ricette pensate da fuori, uguali per tutti.
Ma di cogliere le potenzialità esistenti, oggi addirittura accresciute dalla reazione di tutti noi alla crisi sanitaria: nelle produzioni agro-silvo-pastorali ad alto valore aggiunto; connesse alla cultura; connesse ai servizi di cura; connesse al turismo esperienziale.
E di rimuovere gli ostacoli che giovani e meno giovani incontrano nel vivere in questa parte rugosa del paese, realizzando scuole di qualità, servizi socio-sanitari di territorio, copertura digitale, mobilità flessibile, accesso spedito a terre inutilizzate. Si può fare. Sta avvenendo in molti territori grazie al formicolio politico-sociale che tiene vivo il Paese.
Deve diventare pratica di sistema, di una classe dirigente nazionale più curiosa, empatica, coraggiosa e colta.

PUBBLICATO 30/10/2020 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

FOCUS  |  LETTO 174  
Eventi. Il significato del Triduo pasquale e gli auguri di Pasqua
Abbiamo incontrato don Davide Iuele, parroco della chiesa di San Domenico, che illustra gli appuntamenti più importanti della Settimana Santa. ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 84  
World Autism Day. Accendere la consapevolezza imparando la ''lingua'' delle neurodivergenze
Per la giornata mondiale dell’autismo quest’anno non vorrei impiegare il mio tempo in interrogativi, analisi cliniche e approfondimenti. Ogni anno si assiste ad un incremento esponenziale di eventi in ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 738  
Oltre il pregiudizio: L’Istituto Comprensivo Acri V. Padula-San Giacomo e la Fondazione Lanzino insieme per la parità
L’Istituto Comprensivo Acri “V. Padula”-“San Giacomo”, in collaborazione con la Fondazione Lanzino , impegnata da anni nella promozione della parità e nella prevenzione della violenza, ha realizzato ...
Leggi tutto

SPORT  |  LETTO 476  
Tu chiamale se vuoi... Emozioni
Si possono raccontare le emozioni? Parlo delle emozioni che ti prendono allo stomaco, ti sollevano come un'altalena e ti lasciano sospeso tra paura e felicità. Di quelle emozioni che, in pochi minuti, ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 3303  
Cinquanta lavoratori di Calabria Verde senza reddito da sei mesi. Chiedono sblocco dei cantieri e garanzie occupazionali
Come molti altri colleghi calabresi, si sono riuniti in un’assemblea permanente per discutere delle questioni e decidere il da farsi. Sono poco meno di cinquanta. Si tratta dei lavoratori precari, e ...
Leggi tutto