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Ospedale, prolungato lo stop a ricoveri e visite ambulatoriali. Ma non nelle strutture private

Foto © Acri In Rete
Roberto Saporito
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Anche il Beato Angelo sarà coinvolto da questa decisione. E’ inutile prendersela con il medico o con la direzione sanitaria.
O anche con il personale dell’ufficio ticket.
È stato prorogato fino a tutto il 3 dicembre lo stop ai ricoveri e alle attività ambulatoriali non urgenti negli ospedali pubblici della Calabria.
E, quindi, anche nel Beato Angelo dove oggi è quasi tutto fermo tranne il pronto soccorso ed il servizio dialisi.
Difficile fare un tac o una risonanza, una visita specialistica, una radiografia, un piccolo intervento.
Tra Covid19 e mancanza di personale, il presidio offre pochi servizi.
L’ordinanza è del presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, la numero 88 adottata dalla Regione dall’inizio dell’emergenza coronavirus in Calabria.
Nel dettaglio, l’ordinanza prolunga fino a tutto il 3 dicembre l’efficacia di un precedente provvedimento regionale (ordinanza numero 82) che aveva disposto, fino al 24 novembre, la sospensione all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche, delle attività ambulatoriali per prestazioni specialistiche con classe di priorità D (differibile) e P (programmata) consentendo invece le prestazioni ambulatoriali recanti motivazioni d’urgenza, quelle di dialisi, di Pet/Tc, di radioterapia e oncologiche-chemioterapiche, le prestazioni relative alla gravidanza a rischio e/o a termine e i follow up non differibili, gli screening oncologici all’interno dei programmi organizzati, le prestazioni di ostetricia e ginecologia, ogni prestazione connessa alla procreazione, alla nascita e alla diagnosi prenatale e al parto, le visite cardiologiche, le vaccinazioni, le donazioni di sangue.
L’ordinanza numero 88 di Spirlì, inoltre, proroga fino a tutto il 3 dicembre la sospensione dei ricoveri in elezione e, quindi, differibili, all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche, sia di area medica, che di area chirurgica – ivi compresi quelli in intramoenia – fatte salve le prestazioni di ricovero per riabilitazione ospedaliera.
La proroga della sospensione dei ricoveri e delle attività ambulatoriali non urgenti negli ospedali in Calabria è motivata
– si legge nell’ordinanza 88 – dall’esigenza di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, proseguire il decongestionamento delle strutture ospedaliere pubbliche."
Insomma, un periodo delicato per la sanità pubblica.
E per quella privata? Tutto ok.
Pare che qui il Covid19 faccia meno male o addirittura non sia presente se è vero come è vero che in molti, per visite specialistiche, analisi del sangue e attività radiologica, vi si rivolgono con la stessa spesa e con tempi di attesa non lunghi.
Già nel periodo antecedente il Covid19, la sanità pubblica non riusciva a dare le giuste risposte, oggi, con l’emergenza in corso, pare ancora peggio.
Che ci sia anche un disegno strategico per favorire la sanità privata.
Il dubbio ci assale, non fosse altro perché, negli ultimi mesi, sono state centinaia le strutture private nate nella provincia di Cosenza.
Nel frattempo la comunità acrese attende notizie riguardo la paventata realizzazione di un reparto Covid19 all’interno del Beato Angelo (al posto di chirurgia).
Sappiamo che amministratori e addetti ai lavori stanno lavorando alacremente, speriamo che i tempi non siano lunghi.

PUBBLICATO 26/11/2020 | © Riproduzione Riservata



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