I fatti della settimana. Dotti, medici,sapienti e… privilegiati
Redazione
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“...E nel nome del progresso il dibattito sia aperto, parleranno tutti quanti, dotti medici e sapienti...”
Ci scuserà Edoardo Bennato se per la premessa utilizziamo alcune strofe della sua nota canzone “Dotti, medici e sapienti.” La questione relativa al reparto Covid19, ha tenuto banco anche nella settimana che ci stiamo lasciando alle spalle. Il reparto, sedici posti letto per pazienti non acuti, è quasi pronto, mancano solo alcune attrezzature che Asp e Provic installeranno nei prossimi giorni. Oggi, sabato, il commissario dell’Asp di Cosenza, Bettelini ha effettuato l’ennesimo sopralluogo con esito positivo. Dalla direzione sanitaria fanno sapere che chirurgia continuerà nella sua attività programmata. Nel frattempo, sulla questione, sono intervenuti in molti, tutt’altro, però, che dotti, medici e sapienti, anzi senza le giuste competenze e conoscenze. Nel dibattito (a proposito, il 18 dovrebbe tenersi una seduta del consiglio comunale) è intervenuto anche chi ha provocato ingenti danni alla città ed alla comunità e, quindi, non avrebbe diritto di parola. Tutti a svolgere il ruolo, in modo inopportuno, di manager e commissario. Ed anche quello di chirurgo, consigliando quando ricoverare un paziente e come intervenire chirurgicamente. Da non credere. Abbiamo anche letto ed ascoltato esponenti dell’espressione massima del minimo politico, che prima prendono lezioni (ancora??) dai superiori eppoi le vorrebbero dare a noi. Non bastano le lezioni di giornalismo da parte di chi non ha seguito appositi corsi universitari, oggi c’è chi impartisce anche lezioni di medicina. Poiché trattasi di un settore delicato, suggeriamo a costoro di mettersi da parte. A proposito di medici, quelli veri, grazie al duo Carchidi-Santagata (Iacchitè), abbiamo appreso dei lauti compensi straordinari (60 euro all’ora) dati ai dipendenti Asp Cosenza. Sono dei privilegiati. Pare che più di uno abbia raggiunto anche 200 ore di straordinario. Nulla di grave, per carità, l’azienda lo prevede, soprattutto in un momento come questo. Speriamo che i suddetti medici abbiano prodotto qualcosa di buono, tuttavia ci sembrano cifre onerose per un’azienda che, ad oggi, ha oltre 500 milioni di debiti. Non solo; ma vi sembra normale che una parte delle nostre tasse (Irpef) è destinata alla sanità pubblica eppoi, per mancanza di servizi e personale, siamo costretti a rivolgerci al privato. Beffa e danno (economico) visto che la prestazione la paghiamo due volte. Non abbiamo la sfera di cristallo né siamo appassionati di sensitivi, cartomanti ed astrologi (seppure rispettiamo il lavoro di Lello il sensitivo, Mago Domenico e Paolo Fox) ma crediamo che nel 2021 anche l’Asp di Cosenza andrà in default. Chest’è, direbbe il bravo Salemme. |
PUBBLICATO 12/12/2020 | © Riproduzione Riservata

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