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Le catene della liberta’

Foto © Acri In Rete
Gaia Bafaro
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Cos’è la libertà? Oggi più che mai sembra essere un’utopia, un miraggio e tutto ciò che ci troviamo davanti è solo una sorta di surrogato di quello che la libertà dovrebbe essere. Ci accontentiamo e ci illudiamo di essere liberi. In realtà siamo schiavi e molte catene ci opprimono e ci impediscono di essere noi stessi e di essere felici. Ci accontentiamo. Ci adattiamo per sopravvivere, non lottiamo per vivere. Platone nel mito della caverna spiega come gli uomini al suo interno si accontentino di ammirare e vedere solo le ombre delle cose non pretendendo di scoprirne l’essenza, essendo soddisfatti della loro condizione; è un po’ quello che facciamo tutt’oggi. Viviamo accontentandoci di ombre e non ci preoccupiamo di uscire dalla “caverna” per scoprire la verità, siamo prigionieri di illusioni e di un sistema improntato su di una civiltà “malata.” Molte sono le catene che trattengono la nostra libertà e che mirano a ridurci ad esseri infelici: la morale, la religione, il potere. Sostanzialmente il mondo è composto da individui deboli e individui forti, questi ultimi sono in minoranza ma spesso riescono ad impossessarsi delle redini della società e condurre i giochi, trascinando verso i propri scopi la moltitudine di individui deboli. A riguardo,ci si potrebbe rifare ad una affermazione di Vittorini: “Non ogni uomo è un uomo, e non tutto il genere umano è umano, dato che uno perseguita e uno è perseguitato; e il genere umano non è tutto il genere umano ma quello solitario del perseguitato.” La storia dell’uomo è da considerarsi una menzogna al servizio del potere una crocevia di violenza e di orrori perpetrati spesso nel nome della ragione. Ad esempio, le religioni sono state create non solo per motivi spirituali bensì per nascondere dei meccanismi di potere molto più complessi ; Erasmo nell’Elogio della Follia ci parla degli Dei pagani che sembrano essere indifferenti alle pene dei mortali e afferma: “Raramente Venere dona la bellezza e sono rari i casi in cui Mercurio regala all’uomo l’eloquenza. Non sono in tanti quelli cui toccano le ricchezze, con la protezione di Ercole. E non sono pochi coloro che si sono allontanati a musi lunghi dal tripode di Apollo e se citassi Veiove, Fiutone, Ate, e le altre divinità vendicative e malefiche potreste pensare io stia parlando di carnefici e non di divinità.” Divinità dunque che non sono altro che specchi di tiranni pronti a seminare a casaccio sventure e capricci. Per quanto riguarda il cristianesimo,invece, vengono messi in moto dei particolari sistemi di compassione che danno vita ad istinti che tendono alla negazione della vita. Viene spesso negata la verità, viene negata la scienza, il termine “natura” è considerato come concetto antitetico di Dio e viene trasformato in qualcosa di riprovevole mentre “l’ al di qua” viene svalorizzato con vane promesse dell’ “aldilà”. Nel definire il cristiano Nietzsche afferma: “Cristiano è l’odio per lo spirito, per l’orgoglio, per il coraggio, la libertà, per il libertinage dello spirito, cristiano è l’odio per i sensi, per le gioie dei sensi e per le gioie in generale”. Con le questioni dello spirito entra in gioco la presunta morale inventata dalla civiltà e che getta un “cattivo sguardo” su tutte le cose. Anche in questo caso Dio appare ai vertici di un potere che dispensa castighi e ricompense in base ad opere ritenute giuste o meno. La disobbedienza verso Dio, identificato in terra con il prete, la disobbedienza verso la legge , esercitata dal sistema del potere, devono essere considerati come peccato; Nei Vangeli stessi si legge “Non opporti al male” un chiaro invito alla beatitudine nella pace e al non essere in qualche modo ostile. Non opporre resistenza e accontentarsi, perché solo cosi si potrà guadagnare il regno dei cieli. Crolla con questa convinzione, vivissima ancora oggi , un mondo scientifico e ci si dimentica del concetto espresso da Darwin di lotta per la sopravvivenza. Rassegniamoci dunque perché nostro sarà il regno dei cieli! Pensate in che grossa delusione ci si imbatterebbe se questo regno dei cieli fosse soltanto un sogno! Le basi del concetto di “Paradiso” sono molto antiche e le si possono rintracciare in primis nell’antico orfismo, una religione nata per illudere con promesse una classe di repressi come gli schiavi che erano utili pedine da controllare ed a cui veniva garantita una vita di beatitudine dopo le pene sopportate su questa terra. Ogni comunità da secoli crea cosi teologi che usano il proprio Dio per giudicare l’umanità e condurla verso isteria collettiva, illusioni e catene che possano agganciarci a false speranze, perdendo il senso della realtà ed opponendoci a quella che è la ricerca della libertà. Il potere governa le masse anche nel quotidiano, le mode potrebbero esserne un esempio. La società capitalista ci impone un modello usa e getta e ci avvia verso il consumismo, veniamo continuamente bombardati da messaggi subliminali e pubblicità di ogni tipo che ci rendono difficile capire veramente chi siamo e quale sia il nostro volere. La televisione poi è alla base dell’educazione dei giovani che vengono plasmati ad essere vuoti, a perdere il senso dell’umanità, ad essere solo dei futuri acquirenti. Siamo tutti abitanti di questo pianeta ma in pochi decidono cosa farne e lo fanno anche male! La questione ambientale ed i vari problemi che l’attanagliano : buco nell’ozono, surriscaldamento globale, inquinamento atmosferico, spreco di risorse eccetera, sono tutte conseguenze di una minoranza che si diverte a sfruttare senza scrupolo noi e la terra e che ci tratta come pedine. L’unica possibilità di fuga è la cultura e in particolare la scrittura ma il discorso rimane tuttavia sempre delicato, molto spesso le penne degli scrittori sono assoggettate alle menti dei potenti e la cosa diventa ancora più grave perché i fatti ,grazie alla scrittura, passano da un valore relativo ad acquisirne uno assoluto. Sembra dunque che le possibilità di fuga non siano molte, almeno fino a quando l’uomo non si sveglierà e non acquisterà consapevolezza. Chi potrà mai farlo? Siamo stati troppo abituati ad accontentarci per lottare, a non rischiare quel poco che abbiamo e le generazioni attuali sono troppo assopite e abituate ad essere protetti in gabbie dorate per poter avere la volontà di reagire e cambiare le cose. Sostanzialmente siamo tutti rinchiusi in gabbie e legati da catene più o meno lunghe che hanno forgiato per noi e che non abbiamo forgiato noi stessi. Abbiamo paura di reagire. Soprattutto in questo momento il potere governa le masse attraverso la paura. Ci stanno portando ad aver fobia della vita e del prossimo! Grazie al virus, siamo diventati delle singole pecore da liberare solo per consumare nei supermercati, nelle farmacie e in tutti quei posti non toccati dalla crisi che invece le restanti attività stanno attraversando. La cosa ben peggiore è che ci stanno negando l’accesso alla cultura ed alla formazione dei giovani. La didattica online non può essere sufficiente alla formazione scolastica, le lauree sono state semplificate, persone che non riuscivano a conseguire il titolo dopo anni lo hanno ottenuto solo perché le università non possono permettersi in questo momento di perdere clienti. Del resto,chi è motivato a laurearsi ora immersi dalle incertezze? Sicuramente è cresciuta il culto del Dio denaro, dal momento che per insegnare in un istituto privato e guadagnare punti per la famigerata graduatoria le scuole chiamano ma richiedono 1.700 euro di investimento iniziale. Il risultato è che in un sistema massonico piramidale in cui lavorano i figli di, l’amico e l’amante di, molti svolgono mansioni per accomandazioni e non per passione e professionalità. Non meravigliamoci poi se nessuno sa svolgere il suo lavoro, se la maggioranza è semianalfabeta e se esistono persone che in un momento del genere invece di fronteggiare un’emergenza sanitaria, economica ed esistenziale inaugura palazzetti dello sport! Certo è che se siete tra i fortunati e disponete di un bel portafogli vi saranno aperte tutte le porte e anche il virus e le malattie vi sembreranno meno pericolosi. Per il popolino, invece, ammalarsi o semplicemente partorire sarà una vera e propria avventura e sarete fortunati ad uscirne vivi o incolumi. Un detto dice “Senza soldi non si cantano messe!” ed è così cari amici, la cosa più simile alla libertà in questo folle e spietato mondo la forniscono solo i soldi. Su questo punto crollano tutti i progressi di secoli: in ogni caso restiamo schiavi di luridi pezzi di carta e in base a quanti ne possediamo siamo ritenuti rispettabili,validi o meno.

PUBBLICATO 11/01/2021 | © Riproduzione Riservata





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