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I fatti della settimana. E’ stata una settimana drammatica

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Redazione
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La settimana si chiude così come si era aperta. Con grande dolore.
Rimandiamo ad altra data le vicende legate all’ospedale ed al piano neve.
Lo spazio di oggi è dedicato a tre concittadini che ci hanno lasciato; Ida e Tuturo non sono riusciti a sconfiggere il Covid19. Persone ben volute, oneste e lavoratrici.
A proposito di Covid19, ad oggi i positivi in città sono poco più di novanta. Anche noi raccomandiamo di rispettare le regole; distanziamento fisico, utilizzo della mascherina ed evitare assembramenti.
Quanti sfidano il Virus, facendo assembramenti e banchettando in locali privati, non sono furbi ma irresponsabili e fanno male non solo a se stessi ma anche agli altri, amici e soprattutto familiari.
Gli esperti dicono che si è ancora in una fase molto delicata, come quella dello scorso anno, il Virus circola, infetta e provoca morti.
Stiamo attenti e rispettiamo le norme. A causa di un malore improvviso, sabato sera ci ha lasciati Paolo Siciliano, farmacista ma soprattutto una persona cara a tutti.
Erano da poco passate le 20,30, stava dirigendosi verso l’auto che, però, non ha mai raggiunto.
In via Roma, stradina poco trafficata, a metà percorso tra la farmacia ed il municipio, si accascia.
Lo trovano, dopo un po' di tempo, due passanti che avvisano immediatamente il 118.
Trasportato al Beato Angelo, Paolo, per gli amici intimi intimi Paoluccio, non ce l’ha fatta.
Proprio per il lavoro che svolgeva, era molto conosciuto e stimato. Migliaia le reazioni ed i commenti anche sulla nostra pagina facebook.
Un record di messaggi e di letture che avremmo voluto farne a meno. Una perdita che ha turbato un’intera comunità.
Incredulità e gelo. Anche per noi, cronisti, non è facile scrivere, soprattutto nell’immediato dell’accaduto, di eventi tragici.
Sabato sera lo abbiamo fatto con il cuore in gola, con commozione e le mani tremanti. Paolo non era solo un farmacista competente e professionale ma una persona dal cuore grande, quel cuore che lo ha tradito in un freddo sabato sera.
Appartenente ad una famiglia agiata ma umile e modesta.
La farmacia, come risaputo, è un luogo in cui si acquistano prodotti per la tutela della salute e per lenire le sofferenze, Paolo (come fa il fratello Marcello) accoglieva i clienti con sorrisi, aneddoti, parole di conforto e consigli al fine di metterli di buon umore e tranquillizzarli.
E poco importa se nel punto vendita l’attesa si prolungava più del dovuto.
A prima vista Paolo sembrava un duro, una persona autoritaria, in realtà era contraddistinto da disponibilità e generosità, anche al di fuori dell’orario di lavoro.
Un occhio di riguardo, come giusto che sia, verso i più bisognosi.
Come i suoi colleghi acresi, durante il lockdown si era prodigato per distribuire dispositivi di sicurezza e materiale disinfettante.
Di recente ci aveva contattato per lanciare un appello al fine di reperire bombole di ossigeno inutilizzate.
Famiglia, lavoro e calcio (Inter), questi i suoi interessi e le sue passioni. Pochi svaghi, persona seria e retta.
La comunità perde una valida risorsa umana.
Grazie Paolo per quanto hai dato alla comunità che ti sta ringraziando con messaggi, post, scritti e il corposo andirivieni all’obitorio del Beato Angelo.
Il tragico evento ti ha impedito di festeggiare la vittoria della tua Inter sulla odiata Juve. Siamo certi che domani, lunedì, ne avresti parlato a tutti i clienti.
Dall’editore, Gianluca Garotto, dal direttore responsabile, Roberto Saporito, che conoscevano Paolo da molti anni, e da tutta la redazione, le più sentite condoglianze ai famigliari, alle novanta persone che hanno contratto il Virus, auguriamo una pronta guarigione.

PUBBLICATO 17/01/2021 | © Riproduzione Riservata



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