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La storia di Giordano Bruno e di altri ereteci

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Gaia Bafaro
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Giorno 17 Febbraio del 1600, a Campo de Fiori, veniva arso sul rogo Giordano Bruno. A condannarlo l’ignoranza e la paura di una mente forse troppo luminosa per quegli anni bui. Era un eretico (da aeretikos/ colui che sceglie) e tra le sue colpe ci fu quella di ritenere che “Natura est Deus in rebus”. Infatti, secondo lo studioso, l’universo infinito è dotato di intelligenza e non è stato creato da Dio pur essendone una manifestazione diretta e immediata. “Avete più timore voi a pronunciare questa condanna che io nel riceverla”, queste tra le ultimi parole toccanti e coraggiose pronunciate dal filosofo ,libero e consapevole fino al suo ultimo istante. Oltre a lui, oggi voglio ricordare tutti i personaggi illustri che furono accusati dalla Chiesa, alcuni persero la vita, altri negarono le proprie idee per salvarsi e qualcuno più astuto, seppe cospargere di miele l’amara medicina e, in modo molto scaltro , continuò a diffondere il proprio pensiero velatamente. Qui di seguito un breve elenco di eretici: Anna Bolena. Enrico VIII Tudor padre della grande Elisabetta I d’Inghilterra, era convinto che la sua seconda moglie, la ballerina di corte Anna Bolena lo avesse sedotto ricorrendo ad oscure pratiche magiche. Nel maggio 1536 Anna venne accusata di aver usato la stregoneria per intrappolare Enrico VIII nel matrimonio, di affliggere il Re con dolori corporei e di aver cospirato per provocarne la morte o il tradimento. Anna trovò la pace spirituale durante i suoi ultimi due giorni di vita, e disse al carceriere che confidava nella pietà di Dio e credeva che sarebbe andata in paradiso. Giurò due volte sui sacramenti che era innocente di tutte le accuse portate a suo carico. Il 19 maggio 1536 Anna venne decapitata con un solo colpo alla Torre di Londra. Prima della morte scherzò dicendo che: "Ho sentito dire che il boia è molto bravo, e il mio collo è sottile". Il boia, un esperto spadaccino francese, era ritenuto un giustiziere rapido ed eccellente. Anna scelse un vestito scuro per la sua esecuzione, con una sottoveste cremisi. Sul patibolo perdonò quelli che l'avevano mandata a morte, e pregò per suo marito. Venne bendata, e mentre si stava inginocchiando la sua testa cadde con un solo colpo. È oggi generalmente accettato che nessuna delle accuse fosse valida. Caterina De Medici. Di Caterina de’ Medici regina di Francia, si diceva, invece, che fosse strega non solo per la sua non comune cultura, ma soprattutto per le capacità che le si attribuivano di saper imprigionare il diavolo negli anelli per poi servirsene a suo piacimento nelle lotte tra cattolici e protestanti che tanto insanguinarono il suo regno. Così era celebrata dal poeta Ronsard: ”Quale dama ha tanto pratica di matematica? Quale principessa del gran mondo intende meglio la pittura, i percorsi della natura e l’astrologia?”. Giovanna D’arco. Giovanna d’Arco dovette, invece, la sua fama di strega in massima parte alle calunnie e dicerie fatte circolare dagli inglesi a proposito delle “divine voci” che l’avevano spinta come inviata del Signore a risollevare le sorti della Francia durante le ultime fasi della Guerra dei Cento Anni. I suoi detrattori sostenevano che queste esortazioni fossero opera del demonio, in quanto Giovanna le avrebbe ricevute per la prima volta da fanciulla operando magiche superstizioni intorno al cosiddetto “albero delle Fate”, situato nei pressi di Domrèmy suo paese natale. Lì era appunto diffusa credenza che chi sapesse propiziarsi con adeguate offerte la benevolenza di questi spiriti della vegetazione, potesse poi riceverne in cambio il dono della profezia. Leonardo da Vinci. Leonardo Da Vinci, ad esempio, per i suoi avveniristici studi sulla dissezione dei cadaveri fu definito “stregone e negromante” e quindi costretto ad allontanarsi da Firenze. «Leonardo era guardato con sospetto dai suoi contemporanei e lo tenevano alla lontana. Anche lui aveva paura di essere accusato di stregoneria da chi non lo capiva e per questo motivo ha adottato delle tecniche di scrittura e di comunicazione impossibili da decifrare all'epoca. Ad esempio per i suoi appunti scientifici scriveva da sinistra verso destra e usava la mano sinistra, ma scriveva perfettamente con entrambe le mani. Inoltre, scriveva in modo speculare, cioè scriveva con lo specchio accanto al foglio. Per questo per capire cosa c'è scritto nei suoi "codici" bisogna leggerli all'inverso e con lo specchio. Ma questa tecnica non l'ha usata per la poesia o per scritti sulla pittura o sui colori. Leonardo non comunicava molto con gli altri, ma lo faceva di più con i suoi studenti artisti a cui insegnava pittura perché considerava gli artisti più sensibili e quindi si apriva di più. Ma durante le sue lezioni di pittura arrivava alla scienza e questo disorientava gli allievi. E questi, di fronte a questi rapidi cambiamenti di argomento pensavano che fosse un pazzo perché non parlava più di pittura a cui invece loro erano interessati e per cui erano lì con lui. Ancora oggi, è come se Leonardo volesse farci scoprire gradualmente le cose, lentamente, nel corso dei secoli. Per non impressionarci molto. È come se lui avesse visto la vita futura di 300-500 anni dopo e avesse anche capito il disorientamento delle "normali" menti umane di fronte alle sue scoperte». GALILEO GALILEI. Venne accusato ad aprile del 1633 poiché scientificamente aveva provato la teoria copernicana che diceva che la terra non era al centro dell’Universo ma lo era il Sole. Fu condannato al carcere a vita, costretto ad abiurare la sua idea e a recitare preghiere quotidiane. La leggenda vuole che alla fine del processo abbia comunque mormorato: “ Eppur si muove!”.

PUBBLICATO 18/02/2021 | © Riproduzione Riservata



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