Ascoltiamo i nostri profeti
Padre Leonardo Petrone
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Negli ultimi tempi tante e tante scoperte. Ma non abbiamo scoperto la Terra come nostra “Casa Comune”. Per vederla dal di fuori ci hanno pensato gli astronauti, favolose le loro testimonianze, producono forti emozioni.
Eccone alcune: “La persona che contempla la Terra si sente diversa, apprezza la creazione di Dio e scopre l’amore di Dio”(James Irwin), Eugene Carman: ”Troppo bella per essere capita, troppo ordinata per essere frutto di incidente cosmico”. “Ti sentivi obbligato a lodare Dio... l’adorazione sorge spontanea”(J. Allen). Queste poche testimonianze e tante altre convincono che Terra e Umanità formano unità e vi aleggia il mistero del Creatore. Non è possibile mettere la Terra da una parte e l’umanità dall’altra, sono unite. Ma... sono tante le minacce di distruzione contro Gaia , ormai si spera solamente un futuro benefico e buono che tanta bellezza non venga distrutta dalle tre crisi: crisi sviluppo – crisi sociale – crisi climatica. Non sottovalutiamo i profeti antichi e moderni. Il profeta non è quello che prevede il futuro, è quello che analizza il presente, identifica le tendenze e ammonisce. Annuncia il giudizio di Dio sul corso presente e fa promesse. In fondo afferma “se continua questo comportamento, fatalmente succederanno disgrazie. Disgrazie e sciagure sono conseguenza della violazione della Legge Sacra, per questo i profeti proiettano scenari drammatici: bisogna tornare alla ragione e al giusto ordine, i comportamenti di irresponsabilità sono troppi, si profilano cattivi presagi, e noi ci presentiamo come malati cronici. Fermiamoci con Isaia, è vissuto 8 secoli a.C. Il suo capitolo 24 è drammatico, evoca disastri ecologici. Lo stesso fanno gli scienziati oggi: prevedono decimazione dell’umanità e distruzione della biosfera, la Terra sarà devastata e profanata dai suoi abitanti, perché hanno trasgredito le sacrosante leggi… hanno trasgredito violato l’alleanza… la maledizione divora la Terra… andrà in pezzi, crollerà come ubriaco… arrossirà la luna, impallidirà il sole”. Gesù, massimo profeta avverte: “si solleverà nazione contro nazione… carestie, terremoti…(Mt 24,7 : Lc, 21, 25-27) è forte richiamo alla responsabilità. Nel 1961 bastava metà delle risorse della Terra; nel 1981 era necessaria tutta la produzione; nel 2008 oltre il limite del 30%. Se si mantiene tale PIL nel 2050 avremo bisogno di due pianeti Terra. La grande crisi tornerà come tragedia collettiva. La Terra è un piccolo pianeta, è vecchio e limitato, non sopporta lo sfruttamento illimitato per l’eccessivo consumo. Bisogna produrre in funzione del bisogno e in armonia con Madre Terra: cambiare oggi, non domani, sarà tardi. Impariamo dalla sapienza hindu:”Inani (=conoscitore di Dio) e Premika (amante di Dio) camminano nella grande foresta, ecco farsi avanti una tigre che mostra loro i denti. Inani dice all’amico: “niente paura e non c’è motivo di fuggire, Dio Altissimo ci proteggerà”. Premika lo corregge: “No, fratello, fuggiamo. Perché dovremmo scomodare Dio per qualcosa che possiamo risolvere con le nostre forze?”. Impariamo il “discernimento” che ci deve mantenere e guidare nel cuore del mondo. Praticamente la mente deve conoscere, il cuore deve amare, le mani devono fare. La mente deve vedere e valutare i bisogni di Madre Terra, continuando a depredare, non sarà possibile il “ritorno sanatorio”, il salvabile di oggi domani è perduto. Dobbiamo amare la “Casa Comune”. Rispettare quello che l’Artista divino ha piantato e ordinato “Custodire e godere”. Le mani che fanno troppo: manomettono l’equilibrio ambientale, meglio tenerle in tasca. Il discernimento = Valutare cammina sempre verso il meglio. Una legge francese del 1917 ordinava: “prima di tagliare un albero, piantane 7”. Oggi, meglio piantarne 14: in Calabria ne abbiamo bruciato troppi, in Brasile il taglio in foresta lascia cadaveri sulle strade e nei fiumi. Il Pianeta Terra non basta più, la lunga fila di migranti non consente dubbi. Impoverisce la Terra da dove si parte, impoverisce la Terra dove si arriva, ma spesso si muore in mare, spesso per strada, si continua a soffrire se si arriva. La sorgente di latte e miele è a secco. |
PUBBLICATO 23/07/2021 | © Riproduzione Riservata

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