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Fuoco, fiamme e insulti

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Brucia anche un parte del territorio acrese. Bruciano castagni, piante, faggi. Un disastro. Fa tanto male vedere il nero al posto del verde in località Caccia. Danni anche ad alcune abitazioni.
Sembra essere ripiombati nel 2017 e nel 2013 quando la valle del Mucone e la ss 660 Acri Cosenza fu interessata da diversi roghi.
Lavoro immane per carabinieri forestali, Calabria Verde, Com, canadair, prociv fino a tarda sera.
Ma la lotta, in alcuni casi, sembra impari. Delle speculazioni che vi sono attorno agli incendi non vogliamo parlarne.
Non abbiamo elementi e certezze ma solo dubbi. Negli anni passati vi sono state tante inchieste e tutti sanno quanto costa 1 ora di volo di un canadair tra carburante e risorse umane utilizzate.
Lasciamo ad altri indagare.
In questa sede invitiamo i proprietari di appezzamenti di terreno a tenerli puliti (ne abbiamo visti tanti in condizioni di abbandono).
Comune e regione dovrebbero vigilare perché, è risaputo, in tanti poi chiedono cospicui risarcimenti per i danni subiti.
Consigliamo ai piromani di farsi curare.
La loro è una malattia. Bisogna condannarli ma anche comprenderli. Sono molto malati. A poco servono gli insulti sui social.
Sui social vengono apostrofati come maledetti e bastardi.
Alcuni invocano la pena di morte.
Un’emergenza che si ripropone ogni anno e che si combatte solo con mezzi e uomini adeguati.

PUBBLICATO 04/08/2021 | © Riproduzione Riservata



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