OPINIONE Letto 5102  |    Stampa articolo

Ed io pago!

Foto © Acri In Rete
Leonardo Marra
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Mi ero riproposto di non lamentarmi più di nulla, alle soglie dell’età “matura” avevo deciso di lasciare che le cose mi scivolassero addosso, se non altro per prepararmi mentalmente ad una vecchiaia serena.
Il problema è che l’apparato statale con tutte le sue diramazioni (autonome e non) non la pensano allo stesso modo e la mia vecchiaia vogliono avvelenarla a prescindere.
Per una volta mi imporrò di essere breve.
Parliamo di tasse e tributi locali.
RIFIUTI SOLIDI URBANI: anni fa un “proclama” della amministrazione comunale annunciava enfaticamente che si sarebbe passati ad una gestione differenziata dei rifiuti, gestione che, oltre ad apportare benefici all’ambiente, avrebbe rappresentato un modo per sgravare un po’ il peso del relativo tributo, a tutto beneficio delle tasche dei cittadini. In sostanza, più si sarebbe differenziato, più il cittadino avrebbe tratto giovamento, pagando di meno.
Da allora, ci siamo impegnati tutti, intuendo innanzitutto la necessità di vivere in un ambiente più pulito e cercare di lasciare ai nostri figli, per quanto nelle nostre capacità, un mondo più vivibile, ma soprattutto per dare un segnale di maturità e far comprendere che impegnandosi, tutti insieme, si può fare la differenza.
Ovviamente l’aspetto economico non è assolutamente trascurabile, soprattutto di questi tempi, avere qualche soldino in più in tasca non è da poco.
Purtroppo, ed aggiungerei: come al solito, alle belle parole ed ai buoni propositi non sono seguiti i fatti. Sono passati alcuni anni e, nonostante la raccolta differenziata dei rifiuti nella nostra Città abbia superato il 60% (fra le più virtuose in Calabria), il tributo relativo anziché diminuire è aumentato.
Davvero grazie di cuore.
SERVIZIO IDRICO: Sappiamo tutti che la mancanza d’acqua in alcune zone del nostro comune è diventata la norma (soprattutto in estate). La siccità che, anno dopo anno non lascia spazio all’ottimismo, la captazione abusiva per innaffiare orti ed “orticelli” (e la legge sta a guardare), la dispersione di una rete obsoleta e mai manutenuta, l’utilizzo irrazionale che molti di noi cittadini ne fanno, hanno determinato un drastico calo di questa vitale risorsa naturale.
Purtroppo, mentre per la prima causa, a livello globale, abbiamo fatto fin troppo (per innescarla) e non vedo via d’uscita immediata, per le altre, nonostante le buone intenzioni di tutti gli amministratori che si sono susseguiti e che nei comizi hanno fatto a gara nell’annunciare interventi e riproporre le solite promesse stantie e poco credibili, la situazione resta immutata negli anni, salvo il conto che ogni cittadino deve pagare, che aumenta puntualmente.
ED IO PAGO (come diceva Totò)!
Paghiamo per le inefficienze e per la furbizia (leggi imbecillità) altrui.
Tanto per mettere le mani avanti, a tutti quelli che saranno tentati di addurre qualche attenuante (del tipo: è la legge che prevede blablabla, abbiamo le mani legate blablabla), rispondo subito che non mi interessa!
Chi non è in grado di mantenere le promesse o non ha la capacità di gestire il servizio assegnatogli, con grande dignità e coerenza dovrebbe ammettere di aver sbagliato o quantomeno di essere impossibilitato ad operare e trarne le dovute conseguenze.
Ma si sa, questo è il Paese dei kaki dove tutti siamo pronti ad incollare il culo ad una poltrona e, parafrasando Napoleone Bonaparte, urlare in assoluto silenzio, “Me l’avete data e guai a chi me la tocca”.
Ma Napoleone, è noto, non fece una bella fine.

PUBBLICATO 29/08/2021 | © Riproduzione Riservata



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