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Natale 2021

Foto © Acri In Rete
Padre Leonardo Petrone
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Signore, sono oltre 2000 anni che sei venuto, ma ancora sei poco conosciuto, meno ancora amato. La maggior parte degli uomini è ferma nella cava dell’ignoranza, altri si muovono nel sottosuolo di una religiosità poco chiara. Fammi capire meglio Tu stesso: “Perché sei venuto di notte?” - “Per evitare le telecamere della curiosità”. “Perché sei venuto?” – “Chiunque Tu sia: cattolico o protestante, credente o ateo, musulmano o buddista, di destra o di sinistra, professore o prostituta: hai bisogno di Me, per questo son venuto, non son venuto per guarirti dalla febbre del raffreddore da fieno. Sono venuto per salvarti! Pensa: se Io non fossi venuto, Tu saresti morto per l’eternità. Se io non fossi nato nel tempo, Tu vagheresti nel buio. Se non avessi avuto pietà di Te, Tu non avresti la vera vita. Se Io non fossi venuto, Tu saresti perito. Sono venuto perché Ti amo e Ti sono fratello”. “Per Te ho sudato grosse gocce di sangue per non lasciarti vagare nel buio. Sono venuto come luce del mattino che allontana la notte. Sono venuto per non farti tagliare le ali della speranza. Ora guarda il mio petto squarciato, le mie mani forate, i miei piedi…, tutto questo per Te. La Salvezza non è conquista di vuoto, è notizia di al di là: “entra, il tuo posto è qua”. Gesù è tornato con un messaggio olimpico: ”Non vivete ancora in un mondo addormentato, partite con Me e seguitemi, Vi farò conoscere il Mistero che vi da vita e vi mostra il volto del Padre, guardatemi bene, Io e il Padre siamo una cosa sola”. Il Figlio oggi ci porta un bacio del Padre. Qui il bacio non è “accessorio sessuale”, è “dono e accoglienza”. La statua non accoglie il bacio, non ha labbra viventi che accolgono e danno. Il bacio è cambio di respiri, soffio me in Te. Tu sei in Me, Io sono in Te, Io sono centrato in Te – Tu sei centrato su Me. Amare è vivere per l’altro (dono) – vivere dall’altro (accoglienza). Amare è rinuncia a vivere con se, per se. Le persone che veramente si amano non hanno bisogno di droghe per andare in estasi. Sono già in estasi. Sorpresa: a Natale Gesù scende sotto per portarci sopra. “Con Lui, tutti sul suo palco”. E’ per questo che siamo stati creati, è per questo che è venuto: portarci nella casa arredata dalla fantasia del Padre. Siamo la” fatica di Dio” e il Divino Bambino ha casa tra noi, è nato e fra noi, fa parte di noi, è del nostro tempo. Isaia lo chiama: “ Luce che rifulge”. Luce che segnala la strada da tenere, non dovremmo sbagliare direzione. Fantasia e umorismo di Dio: fa partire il Salvatore da una mangiatoia. Questo ci fa capire, meglio che nasca nel nostro cuore. “Vieni da me, la mia casa non ha porte ne finestre, è sempre aperta, si entra senza bussare”. Bambino, è via la tristezza: è in casa la bellezza. Io, non fango imputridito, son miracolo fiorito. P. Leonardo Petrone

PUBBLICATO 25/12/2021 | © Riproduzione Riservata



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