OPINIONE Letto 3801  |    Stampa articolo

Se il tirocinio uccide

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
condividi su Facebook


“Mio figlio è uscito per andare a scuola e non è più tornato“. Sono queste le amare parole che raccontano il dolore  della madre di Lorenzo Parelli, il giovane studente morto travolto da una trave di ferro mentre effettuava l’ultimo giorno di tirocinio scuola-lavoro in una Azienda del friulano.
Una morte tragica, che sembra scivolarci addosso, quasi come se fosse “fisiologico” morire così, lavorando gratis per accumulare crediti formativi. Dovrebbe invece indignarci, in quanto inaccettabile!
Se da una parte è incredibile che il deludente Ministro dell’Istruzione, l’evanescente Bianchi, non abbia speso una parola sul gravissimo fatto, dall’altra amareggia il silenzio di Presidi e Docenti che sembrano non trovare nulla da dire.
Eppure, alcune domande bisognava porsele già da tempo, considerato che siamo  una Nazione nella quale, purtroppo,  tre persone al giorno perdono la vita per incidenti  sul posto di lavoro.
Ad esempio: questa formazione “spinta” davvero funziona?
Cosi come è concepita, risponde realmente all’ esigenza di formazione dei ragazzi?
Non si corre il rischio di fornire solo manodopera gratuita?
Non è inopportuno mandare giovani senza esperienza in tema di sicurezza a fare tirocinio in alcune realtà?
Chi vigila sulla loro incolumità?
Chi controlla che mansioni svolte rientrino davvero in quelle previste dal tirocinio?
La tutela dell’incolumità ragazzi dovrebbe essere prioritaria, anche rispetto alla loro formazione.
E’ molto grave che un ragazzo di appena sedici anni sia andato incontro a un destino così atroce proprio mentre effettuava un tirocinio che avrebbe dovuto essere utile in prospettiva futura.
C’è da sperare che almeno la morte di Lorenzo non sia stata vana e serva almeno ad accendere una luce nel buoi dentro il quale sono state   nascoste le tante criticità della “famigerata” buona scuola.
A giudicare dai segnali che arrivano dalle Istituzioni, anche scolastiche, non c’è da essere ottimisti.
In un contesto così triste e per molti aspetti desolante, nel quale, ad oggi, non risulta ci siano state iniziative per stigmatizzare la tragedia, suscitano quasi tenerezza gli studenti che a Roma che hanno manifestato per ricordare Lorenzo Parelli.

PUBBLICATO 24/01/2022 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 170  
Presentato il calendario Lions dal tema ''La bellezza che cura'' tra arte, concerto dell'epifania e solidarietà
Una serata all’insegna della solidarietà, della bellezza e dell’impegno sociale ha fatto da cornice alla presentazione del calendario Lions dal tema "la bellezza che cura", svoltasi nella suggestiva c ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 720  
Solo patrocini. Si può fare di più
Comune e Fondazione, due soggetti che dovrebbero fungere da volano per le iniziative culturali, hanno invece dimostrato, nel corso del 2025, di essere più spettatori che protagonisti. Entrambe le ist ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 2535  
Paura per una bombola di gas che ha preso fuoco
Attimi di grande paura si sono verificati oggi, poco dopo le 13, in via San Francesco, quando un principio d'incendio ha coinvolto una bombola di gas che alimentava una stufa all'interno di un'abitazi ...
Leggi tutto

SPORT  |  LETTO 311  
Si ricomincia alla grande
Dopo la tradizionale pausa per le festività natalizie, si riaccendono i riflettori sul Campionato di Calcio a 5 di Serie A2. Il Città di Acri ha ripreso gli allenamenti con intensità e concentrazione, ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 525  
I poveri non strisciano
Ho visto poveri avvicinarsi con dignità agli operatori addetti a svuotare gli scarti della vendita alimentare nei piccoli supermercati di quartiere. Ho visto un monaco che rimaneva per ore al freddo i ...
Leggi tutto