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Piacere perverso

Foto © Acri In Rete
Padre Leonardo Petrone
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Il piacere, per Aristotele, “è gioia che nasce dalla soddisfazione dei sensi e deve comportare benessere”, Per altri antichi filosofi “è sentimento di soddisfazione che parte dal sensoriale e si diffonde nella sfera psichica”. San Tommaso è più chiaro: “delectatio nihil aliud est quam quietatio appetitus in bono”. I filosofi distinguono in: piacere tatto-gusto (piacere del sesso), piacere della vista(un bel viso, un fiore), piacere dell’udito (bella musica). Per gli antichi cinici il piacere era “l’alto scopo della vita”, per gli stoici era “irresponsabile e sconveniente”. Cleante fa nascere il piacere dal bello e dal buono. Ancora Aristotele a rettificare; “se l’oggetto che da piacere è conveniente produce compiacimento, se l’oggetto è sconveniente produce dolore”. Ancora una parola di premessa: perverso è colui che fa e induce a fare quello che non conviene perché distrae dalla retta via. Quindi è altamente perverso il lussurioso che cerca soddisfazione fuori dell’ordine naturale, aberrazione del buon costume. Sono due le più discutibili aberrazioni: omosessualità e pedofilia. Parliamo della seconda che negli ultimi tempi è diventata prima e fa sempre cronaca stomachevole. I più definiscono la pedofilia: “uso e abuso di minore per corrotta esigenza sessuale”. Sembrerebbe fenomeno nascosto, in realtà è fenomeno di proporzioni sconvolgenti. Non si tratta più di “consumo occasionale”. “Il giro” annovera operatori competenti che, senza sosta, organizzano viaggi per dove il piacere si può cogliere senza rischio. La triste situazione di bambini e bambine di strada è permanente: il bisogno di sopravvivere li rende facile vittima dell’orco denaroso. Degrado e indigenza fanno crescere l’esercito minorile del piacere. Da troppo tempo la coppia “degrado- indigenza” mette in vendita figlio e figlia quale risorsa “per tirare avanti”. L’orrore fa fremere anche il corrotto disonesto. Ma questo “orrore” esiste e in proporzione grande. Perversione infame: l’orco nero può venire da lontano per adescare, stuprare, gettare; altre volte sta comodamente in famiglia. Molla della perversione è il fascino dell’adolescente. Per molti, moltissimi l’immaturità funge da detonatore, il corpo giovanile suscita appetiti stimolanti. Il pedagogo d’altri tempi in modo biasimevole educava il giovane imberbe e la ragazzetta graziosa alla maturità sessuale. Anche allora stupro e consumo turpe era turpitudine diffusa, un ovattato silenzio stendeva misero velo. A riguardo è mutato poco: l’adolescente stimola sempre, usa, consuma e getta è moda continuata. Non sono pochi psicologi e medici pronti a dichiarare che si tratta di “malattia da curare”. La gente bene non crede a questo genere di malattia: si tratta di vizio disonesto che si scarica sul minore, minore facile da predare, facile da tacitare ma…usa e getta fa crescere la discarica. Uno sdolcinato ipocrita aggiusta il tiro definendo il fenomeno: “frontiera inedita del piacere”. La pedofilia sconvolge, scandalizza, offende perché vi ruotano attorno genitori, parenti, insegnanti e preti. E tutti sono favoriti da andamento biasimevole: mai processi risolutori. Questi citati che ruotano attorno alla pedofilia, hanno il compito di far crescere il minore e la minore, invece fanno crescere morbosità e vizio. Si tratta di vero tradimento che imbratta: due corpi umiliati. La pedofilia è attività predatoria: si approfitta di vittima inerme. Abusare di un bambino o bambina è offesa gravissima alla dignità propria e altrui. Un vecchio film di Alberto Sordi porta il titolo: “Tutti dentro”. Ne serve uno nuovo: “Tutti a scuola di seria educazione sessuale ed etica” veramente cristiana, prima che il bello e il buono sia travolto dall’onda lurida e fetida del perverso vizio. P. Petrone Leonardo

PUBBLICATO 28/03/2022 | © Riproduzione Riservata



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