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Acri è un polmone che a stento riesce a sospirare

Foto © Acri In Rete
Joseph F.G. Veneziano
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05 Agosto 2021, Acri e l'intero territorio Cosentino venivano arsi vivi.
I Sindaci di tutti i territori, succubi dello sfregio di qualche folle, provvedevano all'evacuazione di centinaia di cittadini che nella notte si sono ritrovati avvolti dalle fiamme.
A distanza di quasi un anno da quell'evento, che contava almeno 6 incendi dolosi su tutta la cornice del territorio acrese, la storia sembrerebbe all'inizio di una dolorosa ripetizione.
Abbiamo già registrato 4 incendi nell'ultima settimana e la preoccupazione non può che non esser elevatissima. A questo punto la domanda non solo nasce spontanea, per quanto ritengo sia DOVEROSA: "Riusciremo quest'anno ad attuare i piani AIB (piano specifico di Prevenzione antincendio boschivo)?"
Il Piano si articola in tre parti
Previsione:
Descrive e analizza l’area del Parco in funzione dei possibili impatti degli incendi sulla fauna, dei fattori predisponenti e delle cause che possono determinare un incendio nell’area protetta, individua le aree più a rischio e definisce una cartografia della pericolosità degli incendi nel Parco. La pericolosità esprime la possibilità del verificarsi di un incendio in una certa area e la difficoltà di estinguerlo.
Prevenzione:
Questa parte del Piano individua le attività e le opere utili a rendere meno probabili gli incendi e a renderne più facile l’estinzione. Si articola in azione di prevenzione diretta, come ad esempio l’individuazione e realizzazione di vie di accesso, viali tagliafuoco, punti di approvvigionamento idrico, e in azioni indirette di formazione ed educazione.
Parte speciale:
L’ultima parte del Piano definisce le modalità di ricostituzione dei boschi che siano stati percorsi dal fuoco, i metodi di censimento delle aree incendiate e una scala di priorità di realizzazione degli interventi di prevenzione. Vorrei sollecitare l'amministrazione attuale a prendere in seria e meticolosa attenzione questa piaga che devasta il nostro territorio da decenni. L'attività di prevenzione e previsione, per il contrasto degli incendi boschivi, è possibile soltanto nel momento in cui ogni singola misura del testo coordinato DL n.120 8 settembre 2021 venga messa in atto.
Di seguito alcuni degli articoli del suddetto Decreto Legge che ritengo siano fondamentali:
Articolo 1
Misure urgenti per il rafforzamento del coordinamento, l'aggiornamento tecnologico e l'accrescimento della capacità operativa nelle azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi nonché per promuovere gli investimenti di messa in sicurezza del territorio.
Articolo 1-bis
Misure per l'incremento dell'operatività e della funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Articolo 1-ter.
Misure per le assunzioni previste per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Articolo 2
Misure urgenti per il rafforzamento della capacità operativa delle componenti statali nelle attività di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi.
Articolo 4
Misure per il rafforzamento delle attività di previsione e prevenzione degli incendi boschivi.
Articolo 5
Misure per il rafforzamento della lotta attiva contro gli incendi boschivi e dell'apparato sanzionatorio e modifiche alla legge 21 novembre 2000, n. 353. ACRI E' UN POLMONE CHE A STENTO RIESCE A SOSPIRARE.
Utilizziamo i nostri contatti in regione e provincia, sensibilizziamo le istituzioni calabresi con la speranza che queste escano dalla volontaria cecità, investiamo sui droni e sui mezzi di controllo e video sorveglianza per una maggior messa in sicurezza delle nostre aree boschive, rafforziamo il corpo forestale ed il corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, proponiamo delle campagne d'informazione su come prevenire l'incendio colposo, incentiviamo la pulizia del sottobosco, insomma, diamoci una mossa per evitare che anche questa estate la nostra terra bruci.
E' una nostra responsabilità ed una nostra priorità assoluta, mantenere intatto quello che è uno dei patrimoni più importanti del nostro angolo di mondo.
Sappiamo tutti che in Italia, la legge quadro sugli incendi boschivi (n. 353 del 21 novembre 2000) affida alle Regioni la competenza in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi, mentre allo Stato attribuisce il concorso alle attività di spegnimento con i mezzi della flotta aerea antincendio di Stato, ma questo non deve permetterci di rimanere seduti, a guardare, soprattutto quando a calma ristabilita, gli stessi rappresentanti della Regione e dello Stato, che nel contempo avrebbero dovuto tutelarci, tornano sull’uscio di casa nostra a bussare per dei consensi elettorali.
Concludo, ricordando ai malintenzionati, che secondo la stessa legge precedentemente menzionata la n. 353 del 2000: "Chiunque cagioni un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Se l'incendio di cui al primo comma è cagionato per colpa, la pena è della reclusione da uno a cinque anni."
Fonte: (https://www.protezionecivile.gov.it/)

PUBBLICATO 07/07/2022 | © Riproduzione Riservata



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